Covid: Siaarti, ‘su terapie intensive servono più indicatori di criticità’

Petrini (Siaarti), ‘non solo occupazione posti letto’, ‘nostra proposta per cruscotto inviata a istituzioni’


Valutare meglio, in tempo reale, la situazione delle terapie intensive in Italia considerando i livelli critici non solo in base all’occupazione dei posti letto ma anche rispetto alla gravità dei pazienti e le conseguenti necessità assistenziali. Tutto grazie a un pacchetto di dati, un ‘cruscotto’, in grado di fornire una fotografia in tempo reale, insieme alla previsione della durata dei ricoveri: informazioni di grande importanza in pandemia. È la proposta della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) che, come spiega all’Adnkronos Salute la presidente Flavia Petrini, ha già inviato il progetto alle istituzioni sanitarie. 


“L’ideale per tenere sotto controllo a livello nazionale e in modo omogeneo la situazione delle terapie intensive – precisa Petrini – sarebbe proprio avere un ‘cruscotto’, come succede in Germania. Attualmente la soglia critica è dichiarata dalle direzioni delle aziende sanitarie che indicano, però, solo quanti letti sono occupati, non ci sono elementi clinici, non ci sono sfumature. Può accadere, per esempio, che una terapia intensiva abbia meno pazienti di un’altra ma con complessità maggiori da gestire, una situazione che, nella realtà, è di maggiore criticità ma non emerge”. 


La Siaarti “vuole contribuire, insieme alle istituzioni, a creare uno strumento più ‘sensibile’, che superi anche il problema dei sistemi di rendicontazione differenti da parte delle Regioni e che possa, finita l’emergenza, rimanere ‘strutturale'”, dice Petrini. Il cruscotto dovrà contenere “indicatori precisi sull’andamento clinico dei pazienti che significa anche che tipo di impegno del personale si rende necessario oltre a permettere proiezioni di durata della degenza”, conclude.


Fonte: Adnkronos Salute

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