Covid: sondaggio Acoi, a gennaio 79% aree chirurgia ospedali indisponibile

Nel 99% casi per mancanza anestesisti, Marini, ‘se continua così sanità bloccata da virus farà più morti della pandemia’


A gennaio 2021 l’indisponibilità parziale o totale degli ambienti destinati alla chirurgia ospedaliera, come sale operatorie e reparti di terapia intensiva, è stata pari al 79%. Il dato era pari al 45% ad aprile 2020 e al 49% a settembre 2020. Nel 25% dei casi la carenza di ambienti è pari al 100%. È l’allarmante fotografia emersa dal sondaggio realizzato dall’Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), diffuso oggi da Sky Tg24.


A distanza di un anno esatto dall’inizio della pandemia “il 79% degli ambienti destinati all’attività chirurgica hanno attività ridotte o addirittura assenti – spiega Pierluigi Marini, presidente Acoi -. Questo vuol dire che si stanno accumulando gravissimi ritardi nella chirurgia programmata, in quella oncologica, nelle patologie benigne e addirittura in quelle d’urgenza. Se continua così, la sanità bloccata dal virus farà più morti della pandemia”.


Il sondaggio, a cui hanno risposto 333 intervistati, ha evidenziato anche le cause di questa indisponibilità: nel 99% dei casi è dovuta alla carenza di medici anestesisti (58%) e personale infermieristico (41%), solo l’1% è dovuto alla carenza di chirurghi. Alto il numero dei medici assenti nelle Unità Operative perché destinati in altri reparti: pari al 33% a gennaio 2021.


Anche ripresa attività chirurgiche in grave ritardo, ‘maglia nera’ a Lombardia, Campania e Lazio 

La ricerca ha messo in luce anche la mancata ripresa generale delle attività chirurgiche: nel 75% dei casi infatti la ripresa della chirurgia programmata è sotto il 50%. In particolare, l’attività chirurgica oncologica nel 40% dei casi è ripresa sotto al 50%, nel 27% dei casi è ripresa tra il 50-90% e solo nel 33% dei casi ripresa al 100%. Per quanto riguarda invece l’attività di diagnostica oncologica, nel 50% dei casi non c’è stata alcuna ripresa o è inferiore al 50%. Relativamente all’attività chirurgica per le patologie benigne, nel 70% non c’è stata alcuna ripresa o è inferiore al 50%.


Il sondaggio Acoi ha disegnato anche il quadro delle differenze tra Regioni: Lombardia, Campania e Lazio sono quelle con maggiori difficoltà nella ripresa. Nel 91% dei casi la Lombardia registra la riduzione o l’assenza dell’attività chirurgica nei reparti, la Campania dove nel 65% dei casi mancano medici anestesisti o nel Lazio dove nell’85% dei casi la chirurgia per patologie benigne è ripresa al massimo del 50%.


Infine le sale operatorie dedicate ai pazienti Covid: se Lombardia e Lazio sono le regioni ‘virtuose’ per ambienti dedicati ai positivi (il 55% degli intervistati segnala la presenza di una sala operatoria destinata ai pazienti Covid nel proprio ospedale), Friuli Venezia Giulia e Marche hanno il 50% di disponibilità mentre gli intervistati della Calabria confermano l’assenza di sale operatorie dedicate.


Fonte: Adnkronos Salute

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