CRC: un sistema per identificare la combinazione terapeutica vincente

I pazienti affetti dai cancro al colon-retto e trattati con la terapia possono andare incontro ad effetti collaterali dolorosi, ma anche al rischio di sviluppare resistenza al trattamento. Per risolvere questi problemi, i ricercatori dell’Università di Ginevra hanno messo a punto una tecnica per identificare la combinazione ottimale di farmaci da somministrare per ogni paziente. La strategia è stata illustrata in un articolo pubblicato dalla rivista Molecular Oncology.

“La tecnica che abbiamo progettato e brevettato si chiama TGMO, che sta per phenotypically-driven therapeutically guided multidrug optimisation (ottimizzazione multifarmaco guidata terapeuticamente dal fenotipo) e consiste in una combinazione di test di laboratorio e analisi statistica altamente avanzata”, spiega Patrycja Nowak-Sliwinska, che ha diretto lo studio. “Può essere utilizzato per eseguire rapidamente – in pochi passaggi – test simultanei su cellule cancerose e sane dello stesso paziente, al fine di valutare tutte le possibili combinazioni di farmaci selezionati”.
Per lo studio gli scienziati hanno preso in considerazione 12 farmaci, approvati di recente per la commercializzazione o nella fase finale dei test clinici. Hanno usato delle linee cellulari di cancro al colon-retto e le hanno sottoposte al macchinarioLo scopo era di determinare quale combinazione di farmaci portasse alla morte delle cellule cancerose senza effetti sulle cellule sane, con il minor dosaggio di farmaco possibile. Quando hanno condotto l’esperimento solo su modelli cellulari sono riusciti a selezionare combinazioni di tre o quattro farmaci, leggermente diversi tra loro. 

Hanno quindi usato il loro metodo prima su un modello tridimensionale di tumore umano contenente cellule cancerose e altri tipi di cellule, quindi su un sistema molto più simile alla realtà di un organismo complesso. Infine hanno condotto esperimenti su topi con cancro al colon-retto.
Le combinazioni di farmaci hanno ridotto la crescita del tumore dell’80% circa, un risultato che, in tutti gli esperimenti, è stato sistematicamentemigliore di quello della chemioterapia.I farmaci selezionati si sono rivelati sicuri per le cellule sane e molto attivi sulle cellule prelevate dai tumori dei pazienti.

“In nostro studio mostra che è possibile identificare in modo efficiente combinazioni di farmaci sinergici e selettivi e a basso dosaggio che siano più efficaci della chemioterapia convenzionale”, commenta Nowak-Sliwinska. Il prossimo passo consisterà nell’avviare uno studio clinico sui pazienti.

La tecnologia TGMO è stata progettata per fornire risultati in meno di due settimane, lo stesso intervallo di tempo necessario ai medici per determinare il trattamento da somministrare a un paziente dopo la diagnosi. “Questo approccio rappresenta chiaramente il futuro per i pazienti oncologici”, secondo Thibaud Koessler, capo dell’oncologia gastrointestinale presso il dipartimento di oncologia dell’University Hospital of Geneva. “La capacità di testare diversi farmaci ex vivo e di selezionare la combinazione ideale per ogni paziente dovrebbe aumentare l’efficacia dei trattamenti riducendo la tossicità, due degli aspetti più problematici nelle terapie attuali”.

Fonte: Molecular Oncology

IT-NON-03122-W-10/2022