Creato modello di embrione umano a partire dalle cellule della pelle

Per la prima volta, un modello di embrione derivato da fibroblasti permetterà uno studio approfondito delle cause di aborti molto precoci e degli effetti di tossine. Il lavoro, condotto da un team internazionale, è consistito nella riprogrammazione delle cellule della pelle in una struttura tridimensionale che è morfologicamente e molecolarmente simile alle blastocisti umane. Queste strutture sono state chiamate iBlastoidi e possono essere utilizzate per modellare la biologia dei primi embrioni umani in laboratorio.


Il risultato è una svolta significativa per lo studio dello sviluppo umano precoce e dell’infertilità. Fino ad oggi, l’unico modo per farlo era attraverso l’uso di blastocisti difficili da ottenere con procedure di fertilizzazione in vitro.


Ora invece gli iBlastoidi permetteranno agli scienziati di studiare le primissime fasi dello sviluppo umano e alcune delle cause dell’infertilità, delle malattie congenite e dell’impatto di tossine e virus sui primi embrioni senza l’uso di blastocisti umane e, cosa importante, su una scala senza precedenti, accelerando la comprensione e lo sviluppo di nuove terapie.


L’infertilità e l’aborto spontaneo possono essere causati da embrioni umani allo stadio iniziale che non riescono a impiantarsi o non riescono a progredire al momento dell’impianto. Questo avviene nelle prime 2 settimane dopo il concepimento, quando le donne non sanno nemmeno di essere incinte. Questi aborti “silenziosi” rappresentano probabilmente una proporzione significativa del numero totale di aborti che si verificano e, secondo i ricercatori, la generazione di iBlastoidi fornirà un sistema modello che permetterà approfondimenti su questa fase iniziale della gravidanza.


Fonte: Nature

IT-NON-04250-W-03/2023