Depressione, rischio di malattie cardiovascolari e mortalità nel mondo

La depressione aumenta i rischi di malattie cardiovascolari e mortalità sia nelle nazioni povere che in quelle ricche, e in particolare nelle città. L’evidenza emerge dai dati di quasi 150.000 adulti seguiti in 21 Paesi, con un follow-up mediano di 9 anni.

Il rischio di eventi cardiovascolari combinati e decesso è del 18% più elevato in persone con quattro o più sintomi depressivi rispetto a quelle senza alcun sintomo.

Con quattro o più sintomi, il rischio aumenta del 23% nelle aree urbane e del 10% in quelle rurali.

“Ciò che abbiamo mostrato è che la depressione si associa a rischi aumentati di mortalità e patologie cardiovascolari nei Paesi a tutti i livelli economici e ciò vale soprattutto per le aree urbane”, osserva la coautrice dello studio, Selina Rajan, della London School of Hygiene and Tropical Medicine in UK.

“Questi rischi non sono interamente spiegati da pattern comportamentali come fumo, alcool, problemi di salute o privazione”, ha proseguito. “Ciò indica che potrebbero esistere altre spiegazioni sociali per i rischi per la salute o che ciò potrebbe essere il risultato di un pathway biologico come l’infiammazione. Questi risultati implicano che se vogliamo ridurre il peso delle malattie non trasmissibili in tutto il modo dobbiamo agire per promuovere il benessere mentale e affrontare i fattori che con maggiore probabilità causano la depressione”.

Anche dopo aver considerato fattori di rischio noti come diabete e ipertensione, il team di Rajan ha riscontrato che gli adulti che segnalavano sintomi di depressione all’inizio avevano un rischio del 14% superiore di malattia cardiovascolare incidente, un rischio del 23% superiore di attacco cardiaco e un rischio del 17% superiore di mortalità per tutte le cause.

I rischi aumentavano anche con l’aumentare del numero dei sintomi ed erano massimi con sette sintomi (hazard ratio 1,24) e minimi con un sintomo depressivo (HR 1,01).

I ricercatori hanno analizzato i dati dello studio Prospective Urban Rural Epidemiological, che include informazioni standardizzate sulla depressione al basale e i successivi esiti in termini di salute fisica da cinque Paesi a basso reddito, cinque nazioni a reddito medio-basso, sette Paesi a reddito medio-alto e quattro a reddito alto.

Tre volte all’anno per 10 anni sono state effettuate visite di follow-up con i partecipanti.

Nella loro analisi finale, Rajan e colleghi si sono focalizzati su 145.862 soggetti, tra cui 15.983 (11%) con quattro o più sintomi depressivi al basale. Le associazioni tra sintomi depressivi ed esiti cardiovascolari erano simili in sette diverse aree geografiche e Paesi, a prescindere dal livello economico.

Fonte: JAMA Psychiatry

IT-NON-02421-W-06/2022