Diabete tipo 2 e insufficienza cardiaca

I pazienti con diabete di tipo 2 incidente che sviluppano anche insufficienza cardiaca vanno incontro ad un rischio di mortalità drammaticamente elevato, maggiore rispetto al rischio incrementale derivante da qualunque altra comorbidità cardiovascolare o renale che possa intervenire dopo l’insorgenza del diabete.

E’ quanto emerge da un’analisi condotto su oltre 150.000 pazienti danesi. Lo studio non riporta soltanto il rischio assoluto nell’arco di 5 anni, ma prende in considerazione anche il momento in cui un paziente sviluppa una comorbidità.

Secondo l’autrice Bochra Zareini, dell’ospedale universitario Gentofte di Copenhagen, lo studio implica la necessità di creare consapevolezza ed evidenzia l’importanza del rilevamento precoce dello sviluppo dell’insufficienza cardiaca nel contesto del diabete di tipo 2.

I risultati dimostrano anche che l’insufficienza cardiaca è una patologia cardiovascolare comune nei pazienti con diabete di tipo 2 di nuova diagnosi.

La combinazione più letale di due comorbidità è stata osservata quando l’insufficienza cardiaca compare insieme ad una nefropatia cronica o ad arteriopatie periferiche. Ciascuna di queste combinazioni aumenta il rischio di mortalità del 300-400% se interviene entro il primo anno dalla diagnosi di diabete.

Questi dati derivano da un gruppo di pazienti molto ampio e non selezionato, il che li rende altamente generalizzabili in termini di valutazione delle conseguenze prognostiche dell’insufficienza cardiaca. 

Fonte: Circ Cardiovasc Qual Outcomes 2020

IT-NON-02527-W-07/2022