Dislipidemia e HIV: il colesterolo totale è il fattore più alterato

Secondo uno studio pubblicato su Cureus, una percentuale considerevole di pazienti con HIV mai trattati presenta una dislipidemia con una relazione significativa con un indice di massa corporea più elevato e una storia familiare di dislipidemia, e in cui il colesterolo totale è il fattore più squilibrato.

“I risultati del nostro studio evidenziano l’importanza di uno screening precoce per la dislipidemia nei pazienti affetti da HIV” afferma Sadaf Iqbal, dell’Allama Iqbal Medical College, Lahore, Pakistan, primo nome dello studio.

L’AIDS è una delle principali malattie trasmissibili in tutto il mondo, specialmente nei paesi in via di sviluppo dove la prevalenza della malattia è superiore al 90%. Il National AIDS Control Program del Pakistan ha riportato circa 160.000 casi di HIV (140.000-190.000) con una prevalenza del 5% tra i gruppi a rischio tradizionali. Si ritiene che l’infezione da HIV influisca negativamente sul metabolismo dei lipidi, determinando così un aumento della morbilità e della mortalità. I ricercatori hanno voluto scoprire la frequenza e i tipi di dislipidemia in pazienti con HIV che non stavano assumendo terapia antiretrovirale.

Gli esperti hanno valutato un totale di 280 pazienti naïve al trattamento per l’HIV, che soddisfacevano il protocollo di inclusione, a cui sono stati prelevati campioni di sangue di 5 ml dopo aver assicurato il digiuno notturno da un’infermiera.

Tra i pazienti, la maggior parte erano donne (52%). La durata media dell’HIV era di 9,31 mesi. Circa il 55% dei pazienti aveva un indice di massa corporea superiore a 25 kg m2, e il 62% presentava una storia familiare di dislipidemia. La dislipidemia è stata osservata nel 70% dei pazienti, e il massimo dello squilibrio è stato osservato nel livello di colesterolo totale (62%). L’analisi statistica ha identificato una relazione significativa tra indice di massa corporea e storia familiare di dislipidemia in individui con infezione da HIV.

Fonte: Cureus. 2022 Feb 7;14(2):e21972. doi: 10.7759/cureus.21972. eCollection 2022 Feb.

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