Diverticolite: quando è necessaria la chirurgia?

Un aggiornamento delle linee guida ASCRS sulla patologia diverticolare suggerisce che in molti casi la chirurgia potrebbe non essere necessaria, mentre uno studio sulle resezioni laparoscopiche dimostra che la qualità della vita potrebbe migliorare con la chirurgia, per quanto sussistano dei rischi.

L’aggiornamento delle linee guida suggerisce che un numero sostanziale di pazienti con diverticolite può essere gestito con successo senza interventi chirurgici, e che la decisione di procedere con la chirurgia elettiva non dovrebbe essere basata su fattori isolati come età giovanile o numero di episodi precedenti, come affermato da David Stewart dell’università dell’Arizona, autore della revisione delle linee guida stesse.

Lo studio che dissente da queste indicazioni è stato condotto nell’università di Helsinki, i cui ricercatori però affermano che invece i risultati da loro ottenuti ben si adattano alle linee guida, in quanto anch’essi suggeriscono che la decisione di procedere o meno con la chirurgia si debba basare su un processo condiviso con il paziente, prendendo in considerazione sintomi, limitazioni allo stile di vita e preoccupazioni per le recidive, nonché anche i rischi correlati alla chirurgia.

Negli ultimi anni la resezione sigmoidale è stata impiegata più di rado di quanto accadeva 10-15 anni fa, in quanto non erano disponibili evidenze chiare sui suoi benefici: i risultati dello studio probabilmente incrementeranno la consapevolezza di questi benefici, ed i medici considereranno maggiormente questa opzione, ma i relativi rischi andranno discussi con il paziente.

Gli esperti affermano che lo studio abbia fornito dati che potrebbero supportare la chirurgia elettiva per i pazienti con sintomi ricorrenti di dolore in cui i dati clinici suggeriscono che la patologia diverticolare sia la probabile causa del dolore stesso, con ragionevoli aspettative sul fatto che i pazienti chirurgici correttamente selezionati possano andare incontro ad un miglioramento della qualità della vita. Lo studio stesso comunque ricorda che una minoranza dei pazienti chirurgici va incontro a complicazioni maggiori, mentre ciò non accade a nessuno dei pazienti non chirurgici: anche questo influenza la qualità della vita, e dovrebbe essere considerato da medici e pazienti.

Fonte: JAMA Surg online 2020

IT-NON-03462-W-12/2022