Ecografia focalizzata ad alta intensità e controllo del cancro alla prostata

Diverse evidenze riportano come la terapia focale sia un efficace strategia da adottare per trattare le aree del cancro e conferire il controllo oncologico, riducendo al contempo il danno funzionale correlato al trattamento. Gli esperti hanno perciò voluto segnalare gli esiti oncologici e gli eventi avversi a seguito di ultrasuoni focalizzati ad alta intensità focale (HIFU) per il trattamento del cancro alla prostata non metastatico.

È stata quindi condotta un’analisi su 1.379 pazienti con ≥6 mesi di follow-up registrati prospetticamente nel registro HIFU Evaluation and Assessment of Treatment (HEAT) da 13 centri del Regno Unito.

L’età mediana era di 66 anni e l’antigene prostatico specifico era di 6,9 ng/ml con rischio intermedio D’Amico nel 65% e alto rischio nel 28% dei casi. Il follow-up mediano complessivo è stato di 32 mesi; per quelli con ≥5 anni di follow-up è stato invece di 82. Inoltre, un totale di 252 pazienti ha avuto un trattamento focale ripetuto a causa di cancro residuo o ricorrente, evidenziando come 92 pazienti abbiano richiesto un trattamento di salvataggio dell’intera ghiandola. L’utilizzo di Kaplan-Meier per la FFS (sopravvivenza libera da fallimento) a 7 anni era del 69%, leggermente più bassa nei tumori a rischio intermedio (68%) e alto (65%). Gli eventi avversi riportati utilizzando la classificazione Clavien-Dindo si sono verificati nello 0,5% dei pazienti.

Perciò, l’HIFU sulle aree della prostata con cancro può fornire un’alternativa al trattamento dell’intera prostata in pazienti accuratamente selezionati con cancro alla prostata clinicamente significativo.

Fonte: European Urology – DOI: 10.1016/j.eururo.2022.01.005

IT-NON-06537-W-03/2024