Efficacia psicologia da remoto in Paesi a medio e basso reddito

Nei contesti in cui l’assistenza psicologica è ridotta, può risultare efficace l’uso di interventi psicologici a distanza, basati sulla tecnologia digitale. È quanto suggerisce una meta-analisi pubblicata da The Lancet Psychiatry, in cui gli autori hanno analizzato questa opportunità nei Paesi a basso e medio reddito.

Questi Paesi, notano gli autori, sono molto più colpiti da i disturbi di salute mentale rispetto alle zone ad alto reddito, fondamentalmente perché i trattamenti non sono ampiamente disponibili per la popolazione. “Un’analisi pubblicata nel 2016”, scrivono, “ha stimato che il 79-93% delle persone con depressione e l’85-95% delle persone con ansia nei Paesi a medio e basso reddito, non viene trattato”.

I ricercatori hanno analizzato gli articoli randomizzati, controllati, che sono stati pubblicati riguardo agli interventi di psicologia digitale su pazienti affetti da depressione o che facevano abuso di sostanze.

Ne hanno selezionati 22, per un totale di 4.104 partecipanti (2.351 avevano ricevuto un intervento psicologico digitale e 1.753 facevano parte del gruppo di controllo). Si sono concentrati prevalentemente su giovani adulti (tra i 20 e i 35 anni) e hanno valutato il tipo di supporto digitale usato, il numero di sessioni, il tipo di terapia erogata e la durata del follow-up, prima di contattare gli autori degli studi per ottenere ulteriori dati e valutare l’efficacia dell’intervento.

Ne è emerso che gli interventi psicologici digitali, intesi come interventi di supporto psicologico erogati a distanza tramite un telefono o un computer, sono moderatamente efficaci.

I risultati dei diversi studi analizzati però erano molto eterogenei, il che, come precisano gli autori stessi, mette in luce la necessità di condurre ulteriori studi.

Fonte: The Lancet Psychiatry