Emicrania: efficacia intervento dipende dal “percorso” del dolore

“Puoi disegnare il tuo mal di testa?” Certo, sembra una domanda strana. Pare però che tracciare il percorso del dolore che si avverte durante un’emicrania sia un buon modo per permettere al medico di capire se il paziente possa beneficiare di un intervento chirurgico per ridurre il mal di testa. Le persone con dei particolari “schemi del dolore” sembrano infatti rispondere al meglio a questo trattamento, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Plastic and Reconstructive Surgery.
La chirurgia rappresenta ormai un’alternativa per quelle persone che soffrono di emicrania e non rispondono ad altre terapie. Sono stati i chirurghi plastici a rendersi conto che prendendo di mira dei siti ben precisi, legati a determinati modelli di mal di testa, il dolore diminuisce. Non tutti i pazienti però beneficiano di questo trattamento.
Lisa Gfrerer e William Gerald Jr. della Harvard Medical School hanno notato che esistono dei modelli di dolore caratteristici per ogni sito da cui parte il mal di testa (sito trigger). “Nella nostra esperienza, un metodo prezioso per visualizzare i siti di “innesco” del dolore è chiedere ai pazienti di disegnare la loro emicrania”, scrivono i ricercatori. Nel nuovo studio, hanno analizzato la validità di questi disegni nel permettere di prevedere i risultati dell’intervento.
Hanno reclutato 106 pazienti a cui è stato appunto chiesto di disegnare il proprio mal di testa. Un gruppo di esperti, che non era a conoscenza dei sintomi e delle caratteristiche dei soggetti, ha poi esaminato gli schizzi e li ha suddivisi in tre gruppi: Dolore tipico, che ha origine e si diffonde lungo il percorso di un nervo specifico (nel 59% dei casi), Dolore intermedio, che procede lungo il percorso di un nervo ma che si diffonde in modo atipico (nel 29% dei casi), Dolore atipico, che ha origine e si irradia in zone che non corrispondono al percorso di un nervo (12% dei casi).
I soggetti sono poi stati sottoposti ad intervento chirurgico e, un anno dopo, i medici hanno valutato il loro stato di salute. L’emicrania era migliorata in particolare nei pazienti che provavano un dolore tipico o intermedio, mentre nei pazienti con dolore atipico è stato osservato un miglioramento modesto.Il “disegno del dolore” potrebbe quindi essere uno strumento semplice ed economico per valutare la possibilità che l’intervento sia efficace. Il metodo comunque, sottolineano gli autori, dovrebbe costituire solo una parte della valutazione del paziente.

Fonte: Plastic and Reconstructive Surgery

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