Emorragie da traumi maggiori e protocolli di esami viscoelastici

I metodi di resuscitazione contemporanei per i traumi conferiscono priorità al controllo delle emorragie, e fanno uso di protocolli antiemorragici maggiori (MHP) per prevenire e trattare le coagulopatie. 

E’ stato condotto uno studio atto ad accertare se il potenziamento degli MHP con esami dell’emostasi viscoelastici (VHA) sia in grado di migliorare gli esiti rispetto a quanto accade con i test della coagulazione convenzionali (CCT).

Su un totale di 396 pazienti, 201 sono stati assegnati ai VHA, e 195 ai CCT. Dopo 24 ore, non sussisteva alcuna differenza nella proporzione di pazienti che erano in vita e liberi da trasfusioni massive.
La mortalità a 28 giorni non risultava complessivamente diversa fra i due gruppi, né sono state riscontrate differenze negli altri esiti secondari o negli eventi cardiaci gravi.

Nei sottogruppi prespecificati non è stata riscontrata alcuna differenza negli esiti primari. Nel sottogruppo dei 74 pazienti con traumi cerebrali, il 64% dei pazienti sottoposti a VHA era in vita e libero da trasfusioni massive a distanza di 24 ore, contro il 46% di quelli sottoposti a CCT.

Non è stata dunque riscontrata alcuna differenza negli esiti complessivi fra i protocolli antiemorragici maggiori implementati con VHA o con CCT. 

Fonte: Intensive Care Med online 2020

IT-NON-03132-W-10/2022