Epatite autoimmune: IgG normali migliorano sopravvivenza senza trapianto

Sussistono evidenze limitate che collegano l’ottenimento della risposta biochimica agli esiti nel contesto dell’epatite autoimmune, ed è poco chiaro se la normalizzazione dei livelli sierici di IgG influenzi la prognosi.

E’ stato dunque condotto uno studio atto ad investigare i fattori associati a mortalità o trapianto di fegato nei pazienti affetti da epatite autoimmune. Sono stati presi in considerazione 107 pazienti, 29 dei quali erano cirrotici all’inizio dello studio.

La risposta biochimica è risultata associata ad una riduzione del rischio di trapianto di fegato o mortalità, mentre la cirrosi all’atto della diagnosi rappresenta un fattore predittivo indipendente di trapianto di fegato e mortalità.

La mancata normalizzazione dei livelli sierici di IgG risulta associata a una riduzione della sopravvivenza libera da trapianto a 5 anni, che risulta invece del 95% nei pazienti in cui questa normalizzazione avviene.

La sola normalizzazione dei livelli sierici di IgG dunque si traduce in una migliore sopravvivenza libera da trapianto nei pazienti con epatite autoimmune, e dovrebbe costituire un obiettivo del trattamento insieme alla normalizzazione delle transaminasi. 

Fonte: Dig Liber Dis 2020

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