Epatite B: ruolo della microflora intestinale

Sono in aumento le evidenze a dimostrazione del fatto che la microflora intestinale è coinvolta nella patogenesi delle epatopatie, ed il trapianto di flora batterica fecale viene considerato una promettente nuova opzione terapeutica, ma non sono mai state riportate indagini sulla flora intestinale di portatori asintomatici di Hbv che abbiano impiegati tecniche di sequenziamento di nuova generazione.

E’ stato dunque condotto uno studio per indagare il potenziale ruolo della microflora intestinale nella previsione della progressione dei pazienti con epatite B in diversi stadi non cancerosi.

Sono stati presi in considerazione 266 pazienti con epatite B in diversi stadi e 31 soggetti sani di controllo: 217 soggetti sono stati sottoposti a 165 sequenziamenti genici rRNA, e rispetto al gruppo di controllo, la diversità delle specie nei pazienti portatori di Hbv risultava nettamente incrementata, mentre risultava diminuita nei pazienti con epatite B cronica, cirrosi ed insufficienza epatica acuta su substrato cronico.
Ciascun gruppo di pazienti, ed in particolare quelli con cirrosi ed insufficienza epatica acuta, sono stati distinti da quelli sani di controllo mediante l’uso di UniFrac PcoA ed ANOSIM.

Oltre al raffronto fra pazienti con epatite cronica C e pazienti con cirrosi, è stato possibile identificare anche flore specifiche e potenziali funzioni tassonomiche.

Le diverse comunità microbiche sono risultate altamente correlate agli indicatori clinici ed al punteggio alla scala di Child-Pugh. I cambiamenti nella comunità microbica erano altamente correlati agli andamenti del metabolismo dell’ospite, i quali a loro volta erano correlati allo sviluppo dell’epatite B.

L’analisi ha identificato un totale di 41 ceppi con potenziali funzioni di biomarcatore a tutti i livelli tranne a quello di phylum.

Il trapianto di microflora fecale di alcuni batteri potenzialmente benefici potrebbe dunque presentare caratteristiche diverse in base allo stadio della malattia, ed i portatori sani di Hbv potrebbero rappresentare i donatori maggiormente idonei. 

Fonte: Gut Pathog 2020

IT-NON-03218-W-10/2022