Epatopatie croniche: stratificazione rischio dopo eradicazione Hcv

La stratificazione del rischio dopo la cura dell’infezione da Hcv rimane un problema irrisolto a livello clinico. E’ stato dunque indagato il valore predittivo dei surrogati non invasivi dell’ipertensione portale per lo sviluppo di scompenso epatico e carcinoma epatocellulare nei pazienti che prima del trattamento presentavano epatopatie croniche avanzate ed hanno ottenuto la cura dell’Hcv.

Sono stati presi in considerazione 276 pazienti. La misurazione della rigidità epatica (LSM) e del rapporto fra fattore di Von Willebrand e conta piastrinica (VITRO) nel corso del monitoraggio hanno dimostrato un’eccellente capacità predittiva per lo scompenso epatico.

Entrambi i parametri hanno fornito informazioni incrementali e risultavano significativamente associati allo scompenso epatico nei modelli approssimati. Un approccio combinato precedentemente proposto per l’esclusione di un’ipertensione portale clinicamente significativa (CSPH), che prevedeva valori soglia per entrambi i parametri, ha assegnato la maggior parte dei pazienti alla categoria a basso rischio, e nessuno di questi pazienti ha sviluppato scompenso epatico.

Di contro, nei pazienti in cui è stata diagnosticata la CSPH durante il monitoraggio, il rischio di scompenso epatico a distanza di 3 anni dal trattamento era elevato. I pazienti che si trovavano nella zona di incertezza diagnostica per la CSPH presentavano un rischio di scompenso epatico molto basso durante il monitoraggio.

La valenza prognostica di questo algoritmo è stata convalidata sia internamente che esternamente. LSM e VITRO durante il monitoraggio risultano dunque fortemente ed indipendentemente predittivi di scompenso epatico post-trattamento nei pazienti con epatopatie avanzate croniche indotte dall’Hcv.

Un algoritmo che combina questi marcatori non invasivi non soltanto esclude o conferma la CSPH durante il monitoraggio stesso, ma identifica anche le popolazioni a rischio elevato o trascurabile di sviluppare scompenso epatico.

LSM e VITRO sono prontamente accessibili, e consentono la stratificazione del rischio dopo la risposta virologica prolungata, facilitando pertanto la gestione personalizzata del paziente. 

Fonte: Hepatology online 2020

IT-NON-02622-W-07/2022