Essere mattinieri è associato a una riduzione del rischio di depressione maggiore

L’abitudine di andare a letto presto e svegliarsi presto sembra essere associata a una diminuzione del rischio di soffrire di depressione maggiore. Lo suggerisce uno studio condotto dai  ricercatori dell’Università del Colorado Boulder e del Broad Institute of MIT e Harvard e pubblicato dalla rivista JAMA Psychiatry.


“Sappiamo da tempo che esiste una relazione tra i tempi del sonno e l’umore”, osserva l’autore senior della ricerca, Celine Vetter. “Noi abbiamo scoperto che addormentarsi e quindi poi svegliarsi un’ora prima del solito è associato a un rischio significativamente più basso di sviluppare depressione”. Saranno comunque necessari ulteriori studi, inclusi studi clinici randomizzati, per determinare chi potrebbe beneficiare di modifiche nelle abitudini del sonno e quanto.


Precedenti studi osservazionali hanno dimostrato che i tiratardi hanno il doppio delle probabilità di soffrire di depressione rispetto ai mattinieri, indipendentemente da quanto tempo dormono. I disturbi dell’umore stessi possono alterare i modelli di sonno, quindi è stato difficile capire se i ritmi del sonno fossero causa o conseguenza di problemi di salute mentale. Nel 2018, Vetter ha pubblicato un ampio studio a lungo termine condotto su 32.000 infermieri che mostrava come i mattinieri avessero fino al 27% in meno di probabilità di sviluppare depressione nel corso di quattro anni.


Esistono più di 340 varianti genetiche comuni che influenzano il cronotipo di una persona e la genetica spiega collettivamente il 12-42% della preferenza per i tempi del sonno. Iyas Daghlas, primo autore del nuovo studio, ha usato i dati della società 23andMe e del database della UK Biobank. I ricercatori hanno valutato i dati genetici di oltre 840.000 individui. Tra questi 85.000 avevano indossato tracker del sonno per 7 giorni e 250.000 avevano compilato questionari riguardo alle loro abitudini del sonno. Questa analisi ha fornito un’immagine più dettagliata, fino all’ora, di come le varianti nei geni influenzano il sonno e il risveglio, indipendentemente dalla durata del sonno. Circa un terzo dei soggetti intervistati si sono autoidentificati come mattinieri, il 9% erano tiratardi.

I ricercatori hanno poi valutato i dati di un campione diverso che includeva informazioni genetiche, cartelle cliniche, prescrizioni e indagini sulle diagnosi di disturbo depressivo maggiore. In questo campione circa 17.000 persone soffrivano di depressione maggiore, mentre quasi 33.000 persone erano soggetti di controllo.

Dall’analisi di tutte le informazioni i ricercatori hanno scoperto che essere mattinieri corrispondeva a una riduzione del 23% del rischio di soffrire di un disturbo depressivo maggiore. Cosa potrebbe spiegare questo effetto? Alcune ricerche suggeriscono che una maggiore esposizione alla luce durante il giorno si traduce in una cascata di impatti ormonali che possono influenzare l’umore.


Fonte: JAMA Psychiatry