Europa: maggior copertura vaccinale per morbillo e pertosse

Le politiche sulle vaccinazioni obbligatorie in Europa sono associate ad una maggiore copertura vaccinale nei confronti di morbillo e pertosse e ad una minore incidenza del morbillo.

Lo dimostra uno studio condotto da Olivia Vaz della Emory University di Atlanta, secondo cui le nazioni che prevedono una multa per la mancata ottemperanza alla vaccinazione sono andate incontro a tassi di incidenza delle malattie coperte pari a meno della metà rispetto a quelli delle nazioni senza vaccinazioni obbligatorie sia per il morbillo che per la pertosse.

La riduzione della pertosse nelle nazioni con obblighi, comunque, non risulta statisticamente significativa. Le politiche finanziarie dunque possono costituire una misura efficace all’interno di un programma di vaccinazione obbligatoria esaustivo, per quanto esse debbano essere accompagnate da altri provvedimenti fra cui un rifornimento stabile di vaccino ed una solida educazione vaccinale allo scopo di raggiungere coloro che rifiutano di vaccinarsi.

I tassi australiani di bambini pienamente vaccinati hanno raggiunto livelli record dopo l’implementazione nazionale di una politica che prevedeva la revoca dei benefici fiscali familiari per coloro che rifiutavano il vaccino, ma coloro che rifiutavano i vaccini tendevano a vivere nelle zone più ricche, il che suggerisce che gli incentivi finanziari potrebbero essere inadeguati se i soggetti che rifiutano i vaccini sono in grado di fare a meno dei benefici.

Secondo gli esperti nelle vaccinazioni obbligatorie l’importante è fare in modo che vaccinare i bambini sia più semplice che non farlo, ed è opportuno trovare il punto di equilibrio fra incoraggiare la vaccinazione e non esacerbare le diseguaglianze socio-economiche o pressare tanto da scatenare reazioni avverse.

La maggior parte dei genitori di fatto supporta la necessità delle vaccinazioni e pensa che i bambini a scuola debbano essere vaccinati senza l’opzione delle esenzioni per ragioni non mediche.

Non sono disponibili dati USA sugli atteggiamenti sulle penalità economiche, ma secondo alcuni esperti si tratta di una possibilità da considerare dato che i focolai epidemici che derivano dai bassi tassi vaccinali gravano per milioni di dollari sui costi sanitari pubblici.

E’ dunque chiaro che i genitori che avendone la possibilità optano per non vaccinare i propri figli effettuano una scelta cosciente gravata da notevoli costi per la società. Se i legislatori osservano questo stato di cose da un punto di vista meramente economico, essi potrebbero prendere in considerazione alcuni meccanismi di compensazione per coprire i costi di queste scelte. 

Fonte: Pediatrics online 2020

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