Fibrillazione atriale ed esofagite da reflusso: l’accoppiata peggiora gli esiti

Nei pazienti ricoverati con fibrillazione atriale, l’esofagite da reflusso è associata a un tasso più elevato di ictus e attacchi ischemici transitori, tempi di degenza più lunghi, e maggiori oneri di ospedalizzazione, secondo uno studio pubblicato su Medicine.


“L’esofagite da reflusso è un sottogruppo della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) con prove endoscopiche di infiammazione esofagea, che è stata collegata a un’aumentata incidenza di fibrillazione atriale. Tuttavia, i dati sull’effetto dell’esofagite da reflusso sugli esiti dei pazienti sono limitati” afferma Yi Jiang, della Rutgers New Jersey Medical School, Newark, che ha diretto il gruppo di lavoro.


I ricercatori hanno cercato di esaminare la potenziale associazione dell’esofagite da reflusso con gli esiti dei pazienti con fibrillazione atriale utilizzando i dati del database National Inpatient Sample (NIS).


Gli esiti primari hanno incluso la mortalità ospedaliera, la durata della degenza e le spese ospedaliere totali. Complicanze correlate alla fibrillazione atriale come ictus acuto, attacco ischemico transitorio e insufficienza cardiaca acuta sono state valutate come esiti secondari.


Nella coorte di pazienti con fibrillazione atriale ed esofagite da reflusso, l’età media era di 73,6 anni, il 41,5% era di sesso maschile e il 79,9% era di etnia caucasica, e i pazienti presentavano una maggiore prevalenza di dislipidemia, malattia epatica cronica e malattia polmonare cronica concomitanti rispetto alla coorte con fibrillazione senza esofagite da reflusso. I pazienti con fibrillazione atriale ed esofagite da reflusso hanno mostrato anche una maggiore incidenza di ictus acuti e attacchi ischemici transitori, degenza più lunga e spese ospedaliere più elevate senza alcuna differenza nell’insufficienza cardiaca acuta, mortalità ospedaliera o punteggio CHA2DS2-VASc.


Fonte: Medicine

IT-NON-05031-W-07/2023