Gastrectomia totale a cielo aperto e quella minimamente invasiva: non differenze per quanto riguarda la qualità della vita correlata alla salute

Non sono state osservate differenze tra la gastrectomia totale a cielo aperto e la gastrectomia totale minimamente invasiva per quanto riguarda i dati sulla qualità della vita correlata alla salute, raccolti utilizzando i questionari EQ-5D, EORTC QLQ-C30 e EORTC-QLQ-STO22, secondo uno studio pubblicato sull’European Journal of Surgical Oncology.


“Le tecniche minimamente invasive mostrano risultati migliori a breve termine e comparabili a lungo termine rispetto alle tecniche in aperto nel trattamento del cancro gastrico, ed è stata osservata una migliore sopravvivenza con l’implementazione del trattamento multimodale. Pertanto, il focus della ricerca si è spostato verso l’ottimizzazione dei regimi di trattamento e il miglioramento della qualità della vita” afferma Nicole van der Wielen, del VU University Medical Center, Amsterdam, prima autrice dello studio.


I ricercatori hanno studiato 96 pazienti che sono stati randomizzati a essere trattati con gastrectomia totale aperta (OTG) o gastrectomia totale minimamente invasiva (MITG) dopo chemioterapia neoadiuvante. Gli esperti hanno esaminato le misure di esito riportate dai pazienti (PROM) sulla qualità della vita correlata alla salute (HRQoL) a seguito di OTG o MITG, utilizzando l’Euro-Qol-5D (EQ-5D) e i questionari dell’Organizzazione europea per la ricerca e il trattamento del cancro (EORTC), moduli C30 e STO22.


Per tutti i PROM è stata raggiunta una conformità della risposta dell’80%. Il punteggio complessivo di salute EQ5D un anno dopo l’intervento chirurgico era pari a 85 nel gruppo della chirurgia in aperto e a 68 nel gruppo minimamente invasivo. Il punteggio di salute complessivo mediano EORTC-QLQ-C30 un anno dopo l’intervento era pari a 83,3 nel gruppo della chirurgia in aperto e a 58,3 nel gruppo minimamente invasivo.


“Le differenze tra i due gruppi non sono state significative dal punto di vista statistico” concludono gli autori.


Fonte: European Journal of Surgical Oncology

IT-NON-05354-W-09/2023