Giovani sintomatici a rischio bipolare

I fenotipi comportamentali ad alto rischio predicono l’insorgenza nel disordine bipolare nei giovani adulti che hanno genitori affetti da questo disturbo, ma pochi studi hanno sinora esaminato la probabilità che un intervento precoce ritardi nuovi episodi correlati all’umore nei giovani ad alto rischio.

E’ stata dunque condotta un’indagine allo scopo di accertare se la terapia familiare (FFT) per i giovani ad alto rischio sia più efficace rispetto alla psicoeducazione standard nell’accelerare il recupero e ritardare la comparsa di disturbi dell’umore negli 1-4 anni susseguenti ad un periodo attivo di sintomi a carico dell’umore.

I giovani ad alto rischio ed i loro genitori sono stati casualmente assegnati alla FFT, costituita da 12 sessioni di psicoeducazione, addestramento nella comunicazione e skill di risoluzione dei problemi nell’arco di 4 mesi, oppure all’assistenza abituale potenziata, consistente in 4 mesi di psicoeducazione personale e familiare.

In entrambi i casi la terapia farmacologica non è stata negata. I 127 partecipanti sono stati seguiti per una media di 98 settimane. Non sono state riscontrate differenze fra i trattamenti nelle tempistiche di ripresa dai sintomi pre-trattamento.

I giovani ad alto rischio nel gruppo FFT sono andati incontro ad intervalli più prolungati dal recupero alla comparsa dell’episodio successivo e dalla randomizzazione al primo episodio osservato rispetto ai giovani sotto trattamento potenziato.

A livello specifico, la FFT è stata associata a maggiori intervalli fra gli episodi depressivi, ma non differiva dall’assistenza potenziata in termini di tempi per gli episodi maniacali o ipomaniacali, nelle conversioni a disordine bipolare e nell’andamento dei sintomi.
L’addestramento nelle skill familiari per i giovani ad alto rischio di disordine bipolare è dunque associato ad intervalli più prolungati fra gli episodi di disturbi dell’umore.

Il chiarimento della correlazione fra cambiamenti nella funzionalità familiare e cambiamenti nel decorso di queste sindromi ad alto rischio necessita di ulteriori indagini. 

Fonte: JAMA Psychiatry online 2020