Gli effetti del virus Sars-CoV-2 sulle cellule renali umane

I ricercatori del Sheba Medical Center, in Israele hanno studiato le cellule renali umane per esaminare gli effetti del virus Sars-CoV-2 sulla salute dei reni. Hanno scoperto che il virus può infettare e replicarsi nelle cellule renali umane, ma questo in genere non porta alla morte cellulare e hanno osservato che le cellule renali compromesse possono essere infettate più facilmente e sviluppare ulteriori lesioni. I risultati sono stati pubblicati dal Journal of the American Society of Nephrology.


Molte persone che sviluppano Covid-19 sperimentano anche danni ai reni, ma non è chiaro se questo sia un risultato diretto dell’infezione virale. I ricercatori hanno usato modelli cellulari ex vivo che comprendevano cellule epiteliali renali umane primarie (derivate da nefrectomie e cresciute come monostrati proliferanti) e sferoidi renali tridimensionali. 


Entrambi i modelli hanno supportato l’infezione delle cellule e la replicazione virale al loro interno, ma non hanno mostrato un effetto citopatico e morte cellulare. Il virus sembra avere una maggiore infettività e replicazione in monostrati attivamente proliferanti, sebbene le colture sferoidi abbiano mostrato livelli più elevati di ACE2. Nei monostrati si è verificato l’aumento di alcune molecole di lesione tubulare, comprese le molecole correlate alla fibrosi (COL1A1 e STAT6) e alla dedifferenziazione (SNAI2), nonché una perdita di identità cellulare. Gli sferoidi tridimensionali erano meno inclini a tali lesioni. 


I ricercatori concludono che Sars-CoV-2 può infettare le cellule renali senza un effetto citopatico. La proliferazione cellulare indotta dal danno renale acuto può potenzialmente intensificare l’infettività e il danno tubulare da Sars-CoV-2, suggerendo che potrebbe essere giustificato un intervento precoce in caso di danno renale acuto per ridurre al minimo l’infezione renale.


Bibliografia: Journal of the American Society of Nephrology

IT-NON-05078-W-07/2023