Gli studi sulla dermatite atopica negli anni recenti non soddisfano le necessità

Secondo uno studio pubblicato su Life, c’è ancora necessità di studi epidemiologici sulla dermatite atopica nell’infanzia e nell’età adulta in diversi continenti, in particolare di ricerche concentrate sull’incidenza della dermatite atopica durante l’età adulta.


“L’epidemiologia globale della dermatite atopica da 2009 al 2019 non è stata riportata in maniera esaustiva. Gli studi epidemiologici svolgono un ruolo importante nel presentare i fattori di rischio della dermatite atopica, poiché dati dettagliati sulla prevalenza e sull’incidenza possono mostrare l’onere della malattia nella popolazione di adulti, adolescenti e bambini in diverse regioni geografiche. Pertanto, il nostro obiettivo principale è stato quello di valutare e riassumere gli studi epidemiologici sulla prevalenza e l’incidenza della dermatite atopica in diversi gruppi di età, concentrandosi sui dati degli studi pubblicati dal 2009 al 2019” spiega Hazrina Ab Hadi, della International Islamic University Malaysia, primo nome dello studio.


I ricercatori hanno identificato sei paesi da regioni africane, asiatiche ed europee, tre paesi del Nord America e due dal Sud America che hanno pubblicato studi sulla dermatite atopica, e solamente due studi provenienti da Australia e Nuova Zelanda. La più alta prevalenza di dermatite atopica è stata osservata tra i bambini svedesi con il 34%, mentre la prevalenza più bassa era nei bambini tunisini con lo 0,65%; gli studi che riportavano dati di incidenza erano molto meno numerosi. Una tendenza comune era che la prevalenza nei bambini fosse maggiore rispetto agli adolescenti e agli adulti.


La gravità e la morbilità della malattia hanno mostrato variazioni correlate a età, sesso, caratteristiche socioeconomiche, posizione geografica ed etnia. I fattori ambientali hanno svolto un ruolo importante come agenti causali, mentre i fattori di rischio che hanno dimostrato di causare e indurre la malattia erano alterazioni della barriera cutanea dovute a mutazioni che possono compromettere la funzione di barriera cutanea, cambiamenti nell’ambiente e dieta.


“Gli studi sull’incidenza della dermatite nel 21° secolo erano comunque molto pochi” concludono gli autori.

 
Fonte: Life 2021

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