Glioblastoma multiforme: individuati meccanismi della radioresistenza

Un team di scienziati dell’Università di Hokkaido e della Stanford University hanno identificato le molecole che mediano la radioresistenza nel glioblastoma multiforme: queste molecole possono diventare un bersaglio per il trattamento di questo cancro, il tumore al cervello più aggressivo che esista. La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Neuro-Oncology Advances.
Il glioblastoma multiforme viene trattato mediante radioterapia combinata con la chemioterapia. 

Tuttavia, anche con il trattamento, il tasso di sopravvivenza a cinque anni è inferiore al 7%, anche perché il glioblastoma multiforme sviluppa rapidamente una resistenza alla radioterapia di cui, fin ora, non si conosceva la causa. 

I ricercatori hanno scoperto che la radioresistenza è dovuta principalmente all’interazione tra due molecole: Rab27b ed epiregulina.

La funzione primaria di Rab27b è quella di regolare il traffico di proteine e la secrezione di molecole. La proteina favorisce anche la progressione dei tumori e lo sviluppo di metastasi in diversi tipi di cancro. I ricercatori hanno dimostrato che l’espressione di Rab27b è maggiore nei sette giorni che seguono l’esposizione alle radiazioni. Inoltre, l’inibizione della produzione di questa proteina, aumenta la sensibilità delle cellule di glioblastoma all’irradiazione.

Gli scienziati hanno anche scoperto che i cambiamenti nell’espressione di Rab27b portano a variazioni nell’espressione di epiregulina, un fattore di crescita molto espresso nelle cellule tumorali. Anche l’inibizione della produzione di epiregulina aumenta la sensibilità alle radiazioni.

Al contrario, una sovra-espressione di Rab27b ed epiregulina nel glioblastoma induce la proliferazione delle cellule tumorali circostanti, cosa che potrebbe contribuire all’acquisizione della radioresistenza. In effetti, analizzando l’espressione di queste proteine nel tumore dei pazienti, i ricercatori hanno scoperto che la sovraregolazione di Rab27b ed epiregulina era correlata ad una prognosi sfavorevole.

Fonte: Neuro-Oncology Advances

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