Hcv: esiti a breve e lungo termine della PCI nei pazienti sieropositivi

L’infezione da Hcv viene progressivamente riconosciuta come condizione aterogena associata allo sviluppo di coronaropatie. I fattori che influenzano il sistema cardiovascolare come il diabete e le dislipidemia possono anche influenzare gli esiti della PCI, e quindi l’infezione da Hcv potrebbe avere un impatto sugli esiti di questi interventi.

E’ stato dunque condotto uno studio per esaminare l’impatto della sieropositività all’Hcv sugli esiti susseguenti alla PCI. Sono stati presi in considerazione 200 pazienti sieropositivi ed altrettanti sieronegativi.

L’analisi della regressione multivariata per la comparsa di eventi clinici maggiori (MACE) e re-stenosi clinica in stent a distanza di 12 mesi, tenendo conto dei fattori interferenti, ha dimostrato che la sieropositività all’Hcv non comporta un maggior livello di rischio per MACE, né per i singoli esiti cardiovascolari quali rivascolarizzazione della lesione target, infarto, ictus, trombosi dello stent, emorragie maggiori, bypass coronarico, morte per cause cardiache o morte per cause non cardiache.

Non è stato riscontrato alcun rischio particolare neanche per le restenosi in stent rispetto ai pazienti sieronegativi. La sieropositività all’Hcv dunque non ha alcun impatto su MACE, singoli esiti cardiovascolari o restenosi cliniche in stent a seguito di una PCI a distanza di un anno. 

Fonte: Egypt Heart J 2020

IT-NON-02714-W-07/2022