HIV e parametri della coagulazione: differenze tra pazienti in terapia e non e sieronegativi

I pazienti con infezione da HIV hanno una probabilità più alta di sviluppare anomalie della coagulazione rispetto a persone sieronegative al virus. È quanto osservato da una review pubblicata su AIDS Research and Treatment da Solomon, secondo la quale i parametri della coagulazione dovrebbero essere valutati regolarmente ed eventuali problemi della coagulazione riscontrati nei pazienti con HIV andrebbero monitorati.

Nell’analisi sono stati considerati 7.498 persone da 18 studi, di cui 1.144 pazienti sieropositivi che non avevano iniziato la terapia antiretrovirale altamente attiva, 2.270 pazienti trattati e 3.584 pazienti negativi al virus.

Dall’analisi è emerso che i pazienti con infezione da HIV, sia in terapia che non ancora, mostravano livelli significativamente più elevati di tempo di protrombina (PT) rispetto ai pazienti che non erano infettati dal virus. Inoltre, il valore di tempo di tromboplastina parziale (ATPP) era significativamente più elevato nei pazienti con HIV in terapia rispetto a chi non aveva l’infezione.

Infine, i livelli di fibrinogeno erano significativamente più elevati tra i pazienti trattati rispetto a quelli che non erano ancora entrati in terapia e i livelli di APTT e PT non avevano una differenza statisticamente significativa tra questi due gruppi di pazienti.

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