Hiv e valutazione iniziale dei pazienti

E’ stato condotto uno studio con lo scopo di valutare l’aderenza alle raccomandazioni delle linee guida spagnole per la valutazione iniziale dei pazienti con infezione da Hiv su un campione di 13.612 pazienti. Nella valutazione iniziale, la conta CD4 e la carica virale sono stati accertati in più del 98% dei casi.

Gli esami sierologici per l’epatite A, B e C e per la sifilide sono stati praticati rispettivamente nel 55.8%, 66.4%, 89.8% e 81.7% dei casi.

Il colesterolo totale e la creatinina sono stati accertati in più del 78% dei pazienti. La minore proporzione di esami è stata osservata per pressione, abitudine al fumo e screening della TBC latente, controllati rispettivamente nel 43.2%, 50.6% e 53.9% dei pazienti.

Coloro che facevano uso di droghe iniettive, i soggetti eterosessuali e i pazienti di minore livello educativo presentano un maggior rischio di ricevere una valutazione iniziale incompleta per un numero sostanziale di esami.

Lo screening della TBC latente è risultato meno probabile nei pazienti con conte CD4 non inferiori a 200 cellule/microl.

La valutazione iniziale dei pazienti con infezione da Hiv è dunque subottimale per quanto riguarda la valutazione del rischio cardiovascolare, l’abitudine al fumo, lo screening della sifilide e dell’epatite virale  e la diagnosi della TBC latente.

Per quanto riguarda questi esami l’aderenza alle linee guida è stata giudicata bassa. 

Fonte: HIV Medicine. 2020

IT-NON-01714-W-02/2022