Hiv: importante considerare il contesto socioeconomico

Un recente studio ha mostrato come in Etiopia la povertà e la mobilità lavorativa siano legate a un’alta carica virale di Hiv, nonostante il trattamento. Secondo i ricercatori la causa sarebbe da ricercarsi nelle condizioni socioeconomiche, che dovrebbero essere tenute in maggiore considerazione nei Paesi a basso reddito.

Il trattamento con la terapia antiretrovirale (Art) è infatti lo stesso in tutto il mondo, ma chi ha l’Hiv in un Paese povero ha difficoltà a ottenere un follow-up continuo dopo la diagnosi, perché spesso ha delle limitazioni d’accesso ai test di laboratorio o alle cure stesse. Il monitoraggio virale regolare è infatti fondamentale per assicurare una buona risposta al trattamento.

Nello studio i ricercatori hanno visto che avere un’alta carica virale nel sangue durante il trattamento è collegato all’appartenenza a categorie di reddito più basse e alla mobilità lavorativa, vale a dire persone che devono viaggiare in diversi luoghi per lavoro, a volte lontano da casa.

La mancanza di aderenza ai farmaci e il monitoraggio irregolare del virus in coloro che convivono con l’Hiv rappresentano una minaccia sia per gli individui che per le comunità, poiché i virus resistenti ai farmaci possono essere trasmessi ad altre persone.

La ricerca ha coinvolto 307 persone con Hiv, che sono stati divisi in due gruppi uguali: persone con alte cariche virali nel sangue e pazienti viralmente soppressi (con livelli di virus non misurabili). I partecipanti erano adulti con più di 15 anni che stavano ricevendo un trattamento antiretrovirale nei centri sanitari etiopi e la cui carica virale era stata misurata nei tre mesi precedenti l’inizio dello studio. I ricercatori hanno intervistato tutti i partecipanti per ottenere informazioni dettagliate sulle loro condizioni socioeconomiche, la loro storia medica e i comportamenti sociali.

Le indagini sono state condotte ad Adama e in due città più piccole situate lungo la strada principale che collega l’Etiopia centrale al porto di Gibuti. In quest’area ci sono più individui appartenenti a gruppi a rischio come camionisti e lavoratori del sesso, e la prevalenza dell’Hiv è più alta di quella della popolazione generale etiope. La maggior parte dei partecipanti allo studio proveniva dalle principali aree urbane.

Sebbene non sia stato possibile stabilire una correlazione tra il successo del trattamento e la condizione socioeconomica delle persone coinvolte nello studio, i ricercatori ritengono che i risultati mostrino quanto sia importante considerare anche il contesto sociale e economico per garantire un trattamento Hiv che funzioni.

Fonte: Plos One

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