I disturbi del sonno nei bambini con epilessia

I bambini con epilessia dormono male rispetto ai bambini sani e hanno maggiori probabilità di soffrire di disturbi come terrori notturni, sonnambulismo o disturbi respiratori del sonno, secondo uno studio dei ricercatori del Center for Human Brain Health dell’Università di Birmingham, pubblicato dalla rivista Sleep Medicine Reviews.


Gli scienziati hanno analizzato 19 studi sul sonno e l’epilessia in bambini e adolescenti. “Sappiamo che il sonno e l’epilessia hanno una relazione bidirezionale: l’epilessia ha un impatto sul sonno, ad esempio a causa di convulsioni che svegliano i bambini durante la notte, e un sonno interrotto, a sua volta, può aumentare la probabilità di convulsioni. Ciononostante, il sonno non viene valutato dai medici durante la diagnosi e la cura di questa condizione”, commenta Alice Winsor, prima autrice dello studio.

I ricercatori hanno scoperto che i bambini con epilessia dormivano, in media, 34 minuti in meno a notte rispetto a quelli senza epilessia e soffrivano maggiormente di parasonnie, inclusi terrori notturni e sonnambulismo, con una peggiore qualità del sonno e una percentuale più alta di sonno leggero.


Questi risultati emergevano chiaramente negli studi considerati, sia da misurazioni oggettive che dalle valutazioni soggettive di pazienti e dei loro parenti.



“L’epilessia è una malattia cronica e imprevedibile e l’associazione con i disturbi del sonno ha solo un ulteriore impatto negativo sulla qualità della vita del bambino e della famiglia”, aggiunge Winsor. “Affrontare i problemi del sonno e l’igiene del sonno in una fase precoce del trattamento potrebbe ridurre l’impatto della malattia e la probabilità che un problema del sonno evolva in un disturbo del sonno, con implicazioni per la salute gravi e a lungo termine”.

I ricercatori hanno anche scoperto che i bambini con epilessia resistente ai farmaci apparivano più vulnerabili ai disturbi del sonno, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per stabilire se ciò sia causato da farmaci o da convulsioni ricorrenti.


Fonte: Sleep Medicine Reviews