I geni del disturbo da stress post-traumatico

Il livello di espressione di alcuni geni potrebbe portare ad una minore o maggiore suscettibilità degli individui al disturbo da stress post-traumatico (PTSD). È quanto suggerisce una ricerca condotta da ricercatori americani e pubblicata dalla rivista Cell Reports. 

Capire quali geni possano comportare una propensione al disturbo, che si sviluppa in seguito a traumi, potrebbe fornire nuove indicazioni per la prevenzione e il trattamento di questa condizione.

I ricercatori hanno analizzato i dati genetici di 195.684 individui (29.539 affetti da disturbo da stress post traumatico e 166.145 non affetti), provenienti dallo studio GWAS (Psychiatric Genomics Consortium forPTSD (PGC-PTSD) genome-wide association study) e hanno osservato che due geni in particolare, SNRNP35 e ZNF140 erano espressi in modo diverso nei due gruppi (individui con o senza disturbo).

I livelli della proteina codificata dal gene SNRNP35 nel cervello erano più bassi nelle persone che presentavano il disturbo. Nel cervello questa proteina sembra giocare un ruolo nella gestione dello stress.

La proteina codificata dal gene ZNF140, invece, era più espressa nel sangue dei soggetti con PTSD. Si tratta di una proteina in grado di influenzare la risposta immunitaria favorendo l’espressione di alcuni geni dei globuli bianchi che circolano nel sangue.

Come sottolinea Nikolaos P. Daskalakis, direttore del laboratorio di neurogenomica e bioinformatica traslazione al McLean Hospital, lo studio può essere un punto di partenza per degli studi di follow-up e fornisce delle interessanti indicazioni per lo sviluppo di test biologici e farmaci mirati.

Fonte: Cell Reports