I pregiudizi causano una sottostima del dolore delle donne

Esiste un generale pregiudizio verso la sottostima del dolore nelle pazienti di sesso femminile, che è correlato agli stereotipi di genere, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Pain.


“Prendersi cura degli altri, e in generale alcuni tipi di relazioni interpersonali, richiedono la capacità di poter percepire accuratamente il dolore provato dalle persone da segnali non verbali, ma questa percezione può essere soggetta a pregiudizi sistematici basati su sesso, razza e altri fattori contestuali. Tali pregiudizi potrebbero contribuire a sottostimare e trattare in maniera insufficiente il dolore” spiega Lanlan Zhang, della Guangzhou Sport University, che ha diretto il gruppo di studio.


I ricercatori hanno voluto valutare l’impatto del sesso del paziente sulle stime del dolore e sulle raccomandazioni di trattamento.


In un primo esperimento 50 partecipanti hanno visualizzato video della faccia di pazienti di sesso femminile e maschile con dolore cronico alla spalla, e hanno stimato l’intensità del dolore dei pazienti. La modellazione lineare multilivello ha rivelato che chi ha guardato i video ha sottovalutato il dolore delle pazienti di sesso femminile rispetto a quello dei pazienti di sesso maschile.


Nel secondo esperimento, effettuato su un gruppo di 200 partecipanti, i risultati sono stati replicati, e si è visto che gli stereotipi di genere legati al dolore di chi guarda, in particolare la convinzione che le donne desiderino esprimere il dolore in maniera maggiore rispetto agli uomini, hanno predetto pregiudizi nella stima del dolore. Inoltre, chi guardava ha ritenuto che le pazienti di sesso femminile avessero una probabilità relativamente maggiore di trarre beneficio dalla psicoterapia, mentre i pazienti di sesso maschile avrebbero tratto maggiori benefici dalla medicina del dolore.


“I pregiudizi di genere nella stima del dolore possono essere un ostacolo a un’efficace cura e approcci sperimentali per caratterizzare problemi di questo tipo potrebbero aiutare a sviluppare interventi in grado di ridurre tali pregiudizi” concludono gli autori.


Fonte: Journal of Pain 2021