IBD: impatto su salute mentale e presenza al lavoro

Una percentuale significativa di pazienti con malattie infiammatorie intestinali (IBD) in remissione soffre di ansia e/o depressione. A osservarlo è uno studio pubblicato sul Journal of Crohn’s and Colitis da un team di ricercatori coordinato da Martina Sciberras, del Mater Dei Hospital di Msida, a Malta.

Il team ha preso in considerazione un totale di 585 pazienti. La maggioranza era affetta da malattia di Crohn, il 62,2%, e l’età media era di 39 anni. Una diagnosi psichiatrica era presente nel 10,8% dei soggetti prima della diagnosi di malattie infiammatorie intestinali, mentre un ulteriore 14,2% dei pazienti ha avuto la diagnosi dopo quella di malattia infiammatoria intestinale e sarebbe stata più comune nei pazienti con malattia di Crohn.

Un aumento dei punteggi degli indici HADS di ansia e depressione maggiore o uguale ad otto era presente nel 46,1% dei pazienti, con il 27,4% che aveva un punteggio superiore o uguale a11. Inoltre, il 34% dei pazienti aveva una ridotta presenza al lavoro. Infine, i pazienti che avevano una diagnosi di depressione/ansia avevano più di frequente uno stile di vita sedentario (p <0,01), una più bassa presenza a lavoro (p <0,01) e tassi più alti di disoccupazione (p <0,01).

 Fonte: Journal of Crohn’s and Colitis (2022) – doi: 10.1093/ecco-jcc/jjac037

IT-NON-06841-W-04/2024