Ideazione suicidaria: tasso allarmante nei bambini di 9-10 anni

Circa l’8% dei bambini di 9-10 anni negli USA riporta pensieri suicidi e 2 su 100 hanno tentato il suicidio almeno una volta. Un recente studio condotto su 7994 bambini ha identificato una serie di fattori di rischio associati alla tendenza al suicidio infantile, che possono essere impiegati per identificare i bambini vulnerabili e pianificare interventi per supportare la loro salute mentale.

Il tasso di tendenza al suicidio identificato è maggiore rispetto a quanto chiunque si aspettasse, ma i fattori associati sono modificabili, come affermato dall’autrice Sophia Frangou della Icahn School of Medicine di New York.

Di fatto sinora molto poco era noto sulla tendenza al suicidio nei bambini: gli studi precedenti erano stati effettuati su adolescenti dai 14 anni in su. Il presente studio è stato il primo ad applicare al fenomeno un approccio epidemiologico. Il tasso di suicidio è aumentato costantemente in bambini e adolescenti statunitensi: il suicidio infatti è la seconda principale causa di morte fra i 10 e i 14 anni.

Le ricerche precedenti hanno dimostrato che pensieri e comportamenti suicidari nei bambini predicono morbidità e mortalità psichiatriche nell’adulto, e potrebbero essere un marcatore per una vulnerabilità a una scarsa salute mentale per tutta la vita adulta.

L’identificazione dei bambini con ideazione suicidaria e che intraprendono comportamenti suicidi, unitamente ad interventi per minimizzare il rischio associato a questi fenomeni, potrebbe svolgere un ruolo critico nello spostamento della traiettoria dello sviluppo del bambino verso esiti più sani.

Le ricerche precedenti negli adulti hanno identificato diversi fattori di rischio per ideazione e comportamenti suicidari: questi fattori, che tendono a riflettere maggiori livelli di avversità psicosociale, psicopatologia e morbidità medica, sono stati osservati anche negli adolescenti, ma non erano sinora disponibili dati provenienti da studi epidemiologici su vasta scala nei bambini. 

Fonte: Lancet Psychiatry online 2020