Identificata nuova proteina chiave per migliorare il trattamento dell’epatite C

Alcuni ricercatori canadesi hanno identificato un ruolo cruciale giocato da una proteina nella progressione dell’epatite C, aprendo la strada a un trattamento più efficace.

Attualmente non esiste alcun vaccino per questa patologia che colpisce oltre 130 milioni di persone nel mondo. Esistono farmaci antivirali, ma sono costosi e non facilmente disponibili nei Paesi in via di sviluppo, dove la malattia è più diffusa.

Normalmente, il sistema immunitario deve riconoscere un virus per attaccarlo e prevenire l’infezione. Il virus dell’epatite C, tuttavia, è un maestro del travestimento. Si muove, senza essere scoperto, negli esosomi, che sono microvescicole rilasciate dalle cellule che normalmente funzionano nella comunicazione cellulare, nel trasporto e nello smaltimento dei rifiuti cellulari. Questa nuova ricerca ha rivelato che i virus dell’epatite C interagiscono con un’area chiave della proteina Rtn3 utilizzandola per inserire il loro Rna virale negli esosomi.

Identificare le aree della proteina che portano alla formazione di un esosoma infettivo permette di cercare molecole distintive che blocchino l’interazione con l’Rna virale. Questo impedirebbe a quest’ultimo di entrare negli esosomi e nascondersi dal sistema immunitario del corpo.

La scoperta di questa interazione apre la porta a ulteriori ricerche su altri virus che utilizzano gli esosomi per eludere il rilevamento, come l’Hiv, lo Zika e i virus dell’epatite B.

Fonte: Plos One

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