Identificati i neuroni coinvolti in ansia e paura

Forti emozioni come la paura e l’ansia tendono ad essere accompagnate e rafforzate da cambiamenti corporei misurabili tra cui l’aumento della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e la dilatazione delle pupille.

Queste risposte fisiologiche sono spesso anormalmente alte o basse in soggetti con malattie mentali come i disturbi d’ansia e la depressione. Gli scienziati della UNC School of Medicine hanno identificato una popolazione di neuroni la cui attività sembra guidare tali risposte. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Cell Reports.

Forzare artificialmente l’attività di queste cellule cerebrali nei topi provoca la dilatazione delle pupille, un aumento della frequenza cardiaca e peggiora i comportamenti ansiosi. Tale scoperta rappresenta un passo avanti nella comprensione delle basi neurali delle emozioni, resta da scoprire se questi neuroni svolgano la stessa funzione nell’uomo.

“Il nostro lavoro, non solo identifica una nuova popolazione di neuroni implicati nell’eccitazione e nell’ansia, ma apre anche la strada a futuri esperimenti per esaminare sistematicamente come i tipi cellulari molecolarmente definiti contribuiscono a complessi stati emotivi e fisiologici”, commenta Garret Stuber, che ha diretto la ricerca. “E questo sarà fondamentale in futuro per lo sviluppo di nuovi trattamenti per i disturbi neuropsichiatrici”.

Ansia, depressione e altri disturbi caratterizzati da un anomalia delle risposte fisiologiche analizzate nella ricerca, colpiscono un’ampia frazione della popolazione. I trattamenti possono alleviare i sintomi, ma molti hanno effetti collaterali negativi e le cause alla radice di questi disturbi generalmente rimangono sconosciute.

I neuroni identificati dagli scienziati fanno parte del nucleo del letto dello stria terminalis (BNST), un centro di integrazione per il monitoraggio limbico delle informazioni e della valenza. Queste cellule sono state associate in precedenti ricerche a comportamenti di paura e ansia nei topi. I ricercatori si sono concentrati in particolare sui neuroni di quest’area che esprimono il gene Pnoc, implicato nella sensibilità al dolore e nella motivazione.

Il team ha utilizzato la microscopia a due fotoni per visualizzare direttamente i neuroni del BNST che esprimono Pnoc nel cervello dei topi mentre agli animali venivano presentati odori sgradevoli o gradevoli, stimoli che inducono paura/ansia o comportamenti di ricompensa.

Gli scienziati hanno così scoperto che l’attività in questi neuroni tendeva ad essere accompagnata dalla rapida dilatazione delle pupille dei topi in risposta agli stimoli odorosi. Attraverso l’optogenetica hanno poi osservato che la stimolazione di questi stessi neuroni innesca una risposta pupillare e un aumento della frequenza cardiaca. Mentre l’inibizione dei neuroni ha l’effetto opposto. “Essenzialmente”, riassume Jose Rodriguez-Romaguera, primo autore dello studio, “abbiamo scoperto che l’attivazione dei neuroni BNST che esprimono Pnoc guida le risposte di eccitazione e peggiora gli stati di ansia”.


Fonte: Cell Report

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