Il potere terapeutico della musica Metal

La musica Metal ha combattuto a lungo accuse di legami con la violenza: il genere viene accusato di istigare all’omicidio, al suicidio, di promuovere incautamente una cultura di eccessi edonistici, piena di uso di droghe e alcol e una malsana ossessione per l’occulto.

Un originale articolo di Jonathan Blott, Senior Assistant Editor di The Lancet, pubblicato da The Lancet Psychiatry, ribalta la visione che molti hanno di questa musica apparentemente angosciante e minacciosa, per rivelarne il potere terapeutico.


L’autore supporta l’idea che il Metal sia, per milioni di fan in tutto il mondo, uno strumento essenziale per mantenere e migliorare la salute mentale. “La portata emotiva del Metal è vasta”, scrive Blott. “Rabbia, ansia, depressione, solitudine, disturbo da stress post-traumatico, autolesionismo, suicidio, fobie, paranoia e pensieri intrusivi fanno tutti parte della ‘tavolozza musicale’ dei musicisti Metal”.

Per un orecchio non abituato a questo genere, il Metal è rumore, ma, secondo Blott, ad un ascolto più attento rivela tensioni e contraddizioni interessanti, sia musicalmente che liricamente. “In un mondo che valuta erroneamente l’autosufficienza da macho e stigmatizza l’espressione delle emozioni, in particolare per ragazzi e uomini, la disponibilità ad ammettere di aver sperimentato gravi difficoltà emotive (offerta dal Metal che tratta temi difficili e spesso considerati un tabù) è immensamente preziosa”.


Ribelli, provocatori ed emotivamente intensi, molti fan scoprono il metal durante la loro adolescenza. Genevieve Dingle, professore associato di psicologia clinica presso l’Università del Queensland, in Australia, ha dichiarato a The Lancet Psychiatry che “i giovani adulti sono molto più propensi a usare la musica per immergersi in stati come tristezza e rabbia. Usano la musica come un modo per comprendere le emozioni negative e imparare a conoscerle e a capire come si sentono”.

Un piccolo studio ha mostrato che i fan del Metal in uno stato di rabbia, si sentono meno ostili ed irritabili dopo aver ascoltato il Metal.
Ad alimentare la controversia (il Metal è dannoso per la salute mentale dei ragazzi?) sono i risultati di un’elevata tendenza al suicidio tra i fan. Potrebbe però essere, come suggerisce Dingle, che “la musica rifletta i problemi che i giovani stanno vivendo e il loro stato d’animo negativo”.


Il Metal, conclude l’autore, è pieno di riferimenti a problemi di salute mentale. “Lo stigma è spesso una barriera sostanziale alla possibilità di parlare di esperienze spiacevoli, ma ascoltare le proprie esperienze riflesse nei testi di una canzone può essere incoraggiante […] Nella migliore delle ipotesi, il Metal dà uno sguardo risoluto sulla dura realtà della vita e fornisce una risposta emotiva complessa. Questo è importante non solo per le persone con diagnosi formali di salute mentale, ma per chiunque abbia lottato per affrontare le difficoltà della vita”.

Durante una pandemia, secondo Blott, “la combinazione Metal di realismo emotivo ed evasione gotica potrebbe essere la colonna sonora perfetta per le nostre vite”.


Fonte: The Lancet Psichiatry