Il ruolo del fibrinogeno nei linfomi cerebrali primitivi

Nelle persone con linfoma del sistema nervoso centrale (SNC), le cellule B cancerose si accumulano per formare tumori nel cervello o nel midollo spinale, spesso in prossimità dei vasi sanguigni. Questa malattia è piuttosto rara, ma gli individui che ne sono affetti hanno opzioni di trattamento limitate e spesso sperimentano recidive.


Ricerche precedenti hanno collegato la gravità del linfoma del SNC a perdite anormali nella barriera emato-encefalica. Ora, i ricercatori del Gladstone Institutes di San Francisco hanno dimostrato nei topi che le cellule del linfoma a cellule B del sistema nervoso centrale si raggruppano nei siti in cui si verifica una perdita nella barriera emato-encefalica. Hanno anche scoperto che il fibrinogeno promuove questo raggruppamento.


“I nostri risultati collegano, per la prima volta, il fibrinogeno al linfoma a cellule B del SNC, gettando nuova luce sui meccanismi di crescita del linfoma nel cervello che potrebbero essere ulteriormente esplorati come obiettivo del trattamento”, afferma l’autrice senior Jae Kyu Ryu. Lo studio è stato pubblicato dall’American Journal of Pathology.


James Rubenstein, coautore della ricerca, aveva studiato il fluido che circonda il cervello e il midollo spinale per trovare indizi su come si sviluppa il linfoma a cellule B. In precedenza aveva dimostrato che, per i pazienti con linfoma del SNC a cellule B, questo fluido ospita livelli insolitamente alti di proteine coinvolte nella coagulazione del sangue, compreso il fibrinogeno.


Nella prima fase dello studio, i ricercatori hanno osservato un abbondante accumulo di fibrinogeno attorno ai linfomi del SNC nei tessuti sia di pazienti umani che di un modello murino della malattia. Grazie agli strumenti bioinformatici, gli scienziati hanno identificato il fibrinogeno e altre proteine della coagulazione del sangue nel liquido cerebrale dei pazienti con linfoma a cellule B.

Hanno quindi utilizzato tecniche di microscopia per tracciare le cellule nel cervello dei topi. “E’ stato scoperto che le cellule si accumulavano nei siti di perdita nella barriera emato-encefalica e tendevano a restare lì”, afferma Justin Chan, primo autore dello studio. Il team ha quindi dimostrato che le cellule del linfoma del SNC possono attaccarsi al fibrinogeno.


Questi risultati suggeriscono che il fibrinogeno potrebbe diventare un target terapeutico.

Il prossimo passo sarà comprendere meglio il percorso molecolare attraverso il quale il fibrinogeno promuove il linfoma a cellule B nel cervello e determinare se tale ruolo può essere separato dal processo di coagulazione del sangue.


Fonte: American Journal of Pathology

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