Il ruolo della salute fisica e mentale nell’impegno cognitivo

“Il declino della salute fisica e mentale negli anziani è associato a un disimpegno cognitivo più pronunciato”, afferma Shevaun Neupert, professore di psicologia presso la North Carolina State University e primo autore di uno studio pubblicato dalla rivista Entropy. La ricerca ha rivelato che “l’impatto sulla salute fisica era particolarmente pronunciato per i partecipanti che all’inizio dello studio presentavano un deterioramento cognitivo più avanzato”.



Molte ricerche dimostrano che il coinvolgimento cognitivo può aiutare gli anziani a mantenersi mentalmente attivi. Questi lavori però si concentrano principalmente su adulti sani. “C’è pochissimo materiale sulle persone che sono già cognitivamente compromesse, come le persone a cui è stata diagnosticata la demenza”, dice Neupert. “Sono ancora in grado di sostenere un impegno cognitivo? Quali fattori contribuiscono a tale impegno?”.



I ricercatori hanno arruolato 28 ultra 60enni che soffrivano di un deterioramento cognitivo documentato. Tutti si sono sottoposti a due visite, a sei mesi di distanza l’uno dall’altro. Ad ogni visita, i ricercatori hanno raccolto dati sulla salute fisica e mentale dei partecipanti allo studio ed eseguito una batteria di test progettati per valutare le capacità cognitive. I partecipanti sono stati anche collegati a un dispositivo che monitorava continuamente la pressione sanguigna e quindi è stato chiesto di impegnarsi in una serie di compiti cognitivi sempre più difficili.


Ciò ha permesso ai ricercatori di tenere traccia di come cambiava il coinvolgimento cognitivo (quindi il prendere parte ad attività mentalmente impegnative) man mano che i compiti diventavano progressivamente più difficili.
I ricercatori hanno scoperto che se l’abilità cognitiva, la salute fisica o la salute mentale di un partecipante diminuivano nel corso del periodo di studio di sei mesi, quel partecipante mostrava meno impegno cognitivo man mano che i compiti diventavano più difficili.


“Normalmente, ci si aspetterebbe un maggiore impegno man mano che i compiti diventano più difficili, invece alcuni partecipanti a un certo punto fondamentalmente smettevano di provarci”, afferma Claire Growney, coautrice dello studio e ricercatrice post-dottorato presso la Washington University di St. Louis. “I risultati evidenziano il fatto che il benessere è olistico; la salute fisica, la salute mentale e la funzione cognitiva possono influenzarsi a vicenda”, afferma Xianghe Zhu, coautore dell’articolo. “In termini pratici, suggerisce che potrebbe essere particolarmente importante per le persone concentrarsi sul benessere mentale e fisico durante le prime fasi del declino cognitivo”, aggiunge Growney.


Fonte: Entropy (Basel) 2021

IT-NON-04630-W-05/2023