Il test immunochimico fecale può essere un marcatore dell’aumento di rischio di diabete

Risultati positivi al test immunochimico fecale sono associati a un rischio significativamente più elevato di sviluppare il diabete, secondo uno studio pubblicato su Endocrinology and Metabolism.


“Recentemente è stato suggerito che risultati positivi del test immunochimico fecale possano essere visti come un fattore di rischio per l’infiammazione sistemica. Dato che il diabete induce infiammazione nel tratto gastrointestinale in diversi modi, abbiamo voluto studiare l’associazione tra i risultati del test e l’incidenza del diabete” spiega Kwang Woo Kim, del Seoul National University College of Medicine, Seoul, Corea, primo nome dello studio.


I ricercatori hanno arruolato un totale di 7.946.393 individui di almeno 50 anni di età dal database del National Cancer Screening Program, che sono stati sottoposti a screening con test immunoistochimico fecale per il cancro del colon-retto dal 2009 al 2012. L’esito primario era costituito da diabete di nuova diagnosi e somministrazione di farmaci antidiabetici durante il periodo di follow-up, durato in media 6,5 anni.


Ebbene, nel gruppo con risultato del test negativo, il tasso di incidenza del diabete era pari a 11,97 per 1.000 anni-persona; questo valore saliva a 13,60 nel gruppo con persone che avevano avuto un risultato positivo, a 14,53 nel gruppo con due risultati positivi, e 16,82 nel gruppo con tre risultati positivi. Anche l’hazard ratio (HR) per l’incidenza del diabete era pari a 1,14 nel gruppo con un test positivo, a 1,21 in quello con due test positivi e a 1,40 in quello con tre risultati positivi.


“I nostri risultati suggeriscono che il test immunoistochimico fecale può avere un ruolo non solo nello screening del cancro del colon-retto, ma anche come marcatore surrogato di infiammazione sistemica, e quindi di aumento del rischio di diabete” concludono gli autori.


Fonte: Endocrinol Metab (Seoul). 2021

IT-NON-05836-W-11/2023