Il valore prognostico del molecular tumor burden index del Dna tumorale circolante

Il carico mutazionale del tumore misurato a partire dall’analisi del Dna tumorale circolante (ctDna) è un potenziale biomarcatore della risposta terapeutica e della prognosi nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico. Lo suggerisce uno studio condotto dai ricercatori della Chinese Academy of Medical Sciences and Peking Union Medical College a Beijing e pubblicato dalla rivista di Nature, Signal Transduction and Targeted Therapy.


Per lo studio multicentrico, randomizzato, prospettico, di fase III, di coorte, i medici hanno raccolto 291 campioni di plasma da 125 pazienti con carcinoma mammario metastatico partecipanti allo studio CAMELIA. Hanno sequenziato 1.021 geni per rilevare varianti somatiche nel ctDna dai campioni di plasma.


Un elevato molecular tumor burden index (mTBI) pre-trattamento era correlato a una sopravvivenza globale più breve rispetto a quella delle pazienti con mTBI basso (la sopravvivenza globale mediana era rispettivamente di 40,9 mesi e 68,4 mesi). Le pazienti con un mTBI di meno dello 0,02% alla prima valutazione del tumore avevano una sopravvivenza libera da progressione e una sopravvivenza globale più lunghe. Gli autori riportano che il mTBI è sensibile nell’identificare la risposta completa/risposta parziale e la malattia progressiva, sulla base delle scansioni di tomografia computerizzata (88,5% e 87,5%, rispettivamente). 


Fonte: Nature, Signal Transduction and Targeted Therapy

IT-NON-05110-W-07/2023