Ingegneria genetica per il trattamento di β-talassemia e anemia falciforme

La β-talassemia trasfusione dipendente e l’anemia falciforme sono malattie monogeniche con manifestazioni gravi e potenzialmente pericolose per la vita.


Un gruppo di ricercatori statunitensi ha trattato, con l’editing genetico basato su CRISPR-Cas9 due pazienti affetti uno da beta talassemia, l’altro da anemia falciforme. I risultati dello studio sperimentale sono stati pubblicati dal New England Journal of Medicine.


BCL11A è un fattore di trascrizione che reprime l’espressione della γ-globina, una subunità prodotta dal fegato e presente nell’emoglobina del feto. I ricercatori hanno modificato geneticamente le cellule staminali ematopoietiche provenienti da donatori sani con CRISPR-Cas9, in modo tale che queste producessero BCL11A e quindi emoglobina fetale.


Queste cellule modificate, chiamate CTX001, sono state infuse nei due pazienti dopo mieloablazione. I medici hanno quindi seguito i pazienti per un anno.
“Dopo la somministrazione di CTX001, entrambi i pazienti hanno avuto aumenti precoci, sostanziali e sostenuti dei livelli di emoglobina fetale con più del 99% di pancellularità durante un periodo di 12 mesi”, scrivono gli autori.


Entrambi i pazienti hanno riportato effetti collaterali dopo l’infusione: polmonite in presenza di neutropenia, sindrome da ostruzione sinusoidale epatica, sepsi in presenza di neutropenia, colelitiasi e dolore addominale. Dopo un anno i pazienti erano indipendenti dalla trasfusione e non si verificavano più episodi vaso occlusivi nel paziente con anemia falciforme.

I ricercatori riportano di aver somministrato CTX001 ad altri otto pazienti (sei con beta-talassemia e due con anemia falciforme). Dopo più di tre mesi di follow-up, scrivono, “i dati iniziali sull’efficacia di questi ulteriori pazienti sono ampiamente coerenti con i risultati dei due pazienti”


Fonte: NEJM

IT-NON-03973-W-02/2023