Interventi chirurgici simultanei aprono la strada al trapianto renale negli obesi

L’obesità grave è considerata una relativa controindicazione al trapianto di rene, ma oggi una procedura pionieristica simultanea di trapianto di rene e chirurgia bariatrica, effettuata roboticamente, dà speranza ai pazienti con obesità patologica e insufficienza renale terminale.

Questo intervento è stato sperimentato in uno studio condotto su 20 pazienti da Pierpaolo Di Cocco e Mario Spaggiari dell’università dell’Illinois.

I ricercatori affermano che negli USA non sussiste alcuna chiara controindicazione per il trapianto di rene sulla base del BMI, ma è difficile trovare centri che vogliano effettuare un trapianto di rene in pazienti con BMI al di sopra di 35 kg/m2 ,in quanto i pazienti obesi sono a maggior rischio di complicazioni chirurgiche, in particolare di infezioni.

Effettuare un intervento bariatrico robotico insieme al trapianto di rene rappresenta il prossimo passo più logico, in quanto ciò risolverebbe allo stesso tempo sia l’insufficienza renale che l’obesità e la perdita di peso derivante dall’intervento dovrebbe anche aiutare a migliorare le comorbidità come diabete ed ipertensione, il che a sua volta potrebbe tradursi in una funzionalità più prolungata per l’organo neotrapiantato.

Alcuni esperti affermano che questo protocollo ha buone probabilità di espandere il trapianto di rene ad una popolazione di pazienti spesso considerata non candidata.

 Si tratta di una cosa positiva, per quanto sia necessario ricordare che i reni disponibili per i trapianti sono una risorsa limitata, e quindi la maggiore utilità sarebbe riservata ai pazienti obesi che hanno un potenziale donatore vivente.

I vantaggi dell’approccio robotico al trapianto di rene sono comunque evidenti. Il robot può effettuare movimenti molto precisi e suture molti fini, il che riduce significativamente il rischio di complicazioni chirurgiche.

Tuttavia la gastrectomia a manicotto, considerata di solito un intervento sicuro, può dare luogo a complicazioni come emorragie e diastasi, per quanto non ne siano state osservate nello studio.

Il periodo di monitoraggio di un anno è stato relativamente breve, tuttavia i risultati dello studio consentono di affermare che la procedura congiunta sia sicura ed efficace, anche se bisogna riconoscere che la chirurgia robotica non è disponibile su vasta scala.

Lo studio non ha accertato se gli esiti del trapianto di rene siano significativamente peggiori nei pazienti obesi, come suggerito da altre indagini, ed è necessario raccogliere esiti su un periodo più lungo per valutarne appieno i risultati, ma i dati iniziali suggeriscono che gli esiti renali siano simili a quelli dei trapianti standard, e la perdita di peso è sostanziale, il che probabilmente incrementerà la longevità del rene trapiantato.

Fonte: Am J Transplant online 2020

IT-NON-03388-W-11/2022