La connessione intestino-cervello ha ricadute anche sul Parkinson

Si sa che esiste un collegamento piuttosto forte tra intestino e cervello. Adesso uno studio ha suggerito che i batteri che vivono nel nostro intestino possono influenzare anche alcune malattie neurologiche.


Per studiare meglio l’asse intestino-cervello, alcuni ricercatori del Mit hanno sviluppato un sistema “organs-on-a-chip” che replica le interazioni tra cervello, fegato e colon.


Usando questo sistema, i ricercatori sono stati in grado di modellare l’influenza che i microbi che vivono nell’intestino hanno sia sul tessuto cerebrale sano sia su campioni di tessuto derivati da pazienti con malattia di Parkinson.


Hanno scoperto che gli acidi grassi a catena corta, che sono prodotti dai microbi nell’intestino e sono trasportati al cervello, possono avere effetti molto diversi sulle cellule cerebrali sane e malate. Mentre gli acidi grassi a catena corta sono in gran parte benefici per la salute umana, infatti, lo studio ha mostrato che in certe condizioni possono esacerbare ulteriormente alcune patologie del cervello, come il misfolding delle proteine e la morte neuronale, legate alla malattia di Parkinson.


Sembra infatti che gli acidi grassi a catena corta possano essere collegati alle malattie neurodegenerative influenzando il metabolismo dei lipidi piuttosto che una certa popolazione di cellule immunitarie. Capire perché questo succede sarà il prossimo passo dei ricercatori.


Fonte: Science Advances

IT-NON-04133-W-03/2023