La dieta può causare squilibri metabolici che sono alla base dell’ipertensione

Una produzione netta di acido endogeno elevata può essere un fattore di rischio per le malattie metaboliche croniche, in particolare per l’ipertensione, secondo uno studio pubblicato su Current Aging Science.

“La dieta può influenzare l’equilibrio acido-base del corpo a causa del suo contenuto di precursori acidi o basici. Esistono prove contrastanti per il ruolo dell’acidosi metabolica nello sviluppo di disturbi cardiometabolici, ipertensione e insulino-resistenza” spiega Tulay Omma, della University of Health Sciences, Ankara Training and Research Hospital, Turchia, che ha diretto il gruppo di lavoro.

Per meglio chiarire la situazione, i ricercatori hanno supposto che il carico di acido nella dieta (DAL) fosse associato a fattori di rischio metabolico avversi e hanno studiato questa ipotesi in una popolazione anziana.

Nello studio sono stati inclusi un totale di 114 partecipanti anziani, divisi in quattro gruppi in base alla presenza di ipertensione, diabete, o entrambe le patologie oppure all’assenza di tutte e due. Sono stati registrati i risultati antropometrici, biochimici e clinici. I risultati del potenziale carico di acido renale (PRAL) e della produzione netta di acido endogeno (NEAP) sono stati ottenuti da registrazioni dietetiche di tre giorni e 24 ore tramite un programma di database di nutrienti. I gruppi sono stati abbinati per età, sesso e indice di massa corporea.

Gli esperti hanno visto una differenza statisticamente significativa tra i gruppi in termini di NEAP, e nessuna differenza significativa per PRAL. I livelli di NEAP e PRAL più bassi sono stati osservati nel gruppo di controllo mentre i livelli più alti nel gruppo con ipertensione. Sia NEAP che PRAL erano correlati alla circonferenza della vita.

“I nostri risultati hanno confermato che le persone che soffrono di ipertensione e diabete mellito seguono diete con un maggiore potenziale di formazione di acidi. La composizione della dieta ha dato un contributo significativo alla riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, diabete e obesità” concludono gli autori.

Fonte: Curr Aging Sci. 2022 Mar 28. doi: 10.2174/1874609815666220328123744.

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