La nutrizione negli adulti con malattie da accumulo lisosomiale

Lo stato nutrizionale e metabolico dei pazienti adulti con malattie da accumulo lisosomiale deve essere valutato regolarmente e, per rispondere alle specifiche necessità di ciascun paziente, deve essere messa a punto una dieta individuale. A suggerirlo, sulle pagine di Nutrition, Metabolism, and Cardiovascular Diseases, è il Working Group sulla nutrizione nelle malattie di accumulo lisosomiale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), coordinato dalla prof.ssa Francesca Carubbi, dell’Università di Modena.


Le malattie di accumulo lisosomiale alterano la funzionalità dei lisosomi e sono caratterizzate dall’accumulo di substrato in diverse tipologie cellulari. Negli ultimi anni, secondo il gruppo, ci sono stati sostanziali avanzamenti nelle cure di supporto e nel trattamento farmacologico dei pazienti, che hanno portato a un miglioramento della sopravvivenza. E’ però sempre più importante rendere migliore la qualità di vita delle persone affette da queste patologie e ridurne sintomi e comorbidità.


Un possibile modo per raggiungere questo obiettivo è attraverso una terapia nutrizionale, che può essere impegnativa da impostare, sia per lo stato nutrizionale dei pazienti, che possono risultare sovrappeso o malnutriti, che per l’uso dei farmaci, che possono modificare lo stato metabolico dei pazienti. Secondo Carubbi e colleghi, però, non ci sono attualmente abbastanza dati per dare specifiche raccomandazioni a livello di dieta per le persone con malattie da accumulo lisosomiale; possono essere dati dei suggerimenti per gestire le manifestazioni cliniche di queste patologie.


Fonte: Nutrition, Metabolism, and Cardiovascular Diseases

IT-NON-04738-W-05/2023