La risposta immunitaria nei tumori del sangue

I trattamenti antitumorali che attivano il sistema immunitario si sono dimostrati efficaci soprattutto nel caso di alcuni tumori solidi maligni. Tuttavia, nel trattamento delle neoplasie ematologiche, il loro potenziale non è ancora del tutto noto.

I ricercatori dell’Università di Helsinki, dell’Ospedale Universitario di Helsinki e dell’Università della Finlandia orientale hanno analizzato i fattori che influenzano il funzionamento del sistema immunitario nei diversi tipi di tumori ematologici, proprio al fine di valutare quali pazienti possono beneficiare maggiormente delle immunoterapie. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Cancer Cell.

Gli scienziati hanno usato un set di dati di oltre 10.000 pazienti e hanno valutato le alterazioni genetiche ed epigenetiche delle cellule tumorali correlate a diversi stadi della risposta immunitaria. 

Hanno così osservato che i linfociti T e le cellule Natural Killer (NK) sono particolarmente abbondanti in determinati sottotipi di cancro come il linfoma a cellule B e la leucemia mieloide acuta, che ha alcune caratteristiche genetiche della sindrome mielodisplastica

Il che potrebbe essere positivo, visto che la ricerca sui tumori solidi ha dimostrato che la presenza di grandi quantità di cellule citotossiche T e NK nel tessuto tumorale è associata ad una buona risposta immunitaria.
Nel caso del mieloma multiplo, i ricercatori hanno identificato molti antigeni del cancro, che possono essere potenzialmente utilizzati come target terapeutici.Mentre in alcuni sottotipi di leucemia mieloide acuta la metilazione del Dna (quindi una modificazione epigenetica) inibiva la presentazione degli antigeni. Un farmaco che inibisce la metilazione del Dna ha ripristinato l’espressione delle proteine presentanti l’antigene in test di laboratorio. Poiché il farmaco è già utilizzato per trattare la leucemia mieloide acuta, potrebbe essere somministrato in combinazione con le immunoterapie per aumentarne l’efficienza.

Questi risultati sottolineano “l’importanza di integrare i dati delle aberrazioni genetiche ed epigenetiche, nonché del microambiente tumorale, per una completa comprensione dei fattori che possono influenzare la risposta immunitaria”, scrivono gli autori. “Questa comprensione ha implicazioni per lo sviluppo di strategie di intervento immunitario di precisione nelle neoplasie ematologiche”.

Fonte: Cancer

IT-NON-02663-W-07/2022