La superficie oculare, i coronavirus e SARS-CoV-2

La superficie oculare è stata suggerita come sito di infezione da SARS-CoV-2 responsabile della malattia da coronavirus-19 (COVID-19).

In una revisione pubblicata su Clinical and Experimental Optometry sono state esaminate le prove per questa ipotesi e le sue implicazioni per la pratica clinica.

La sindrome respiratoria acuta grave da SARS-CoV-2, responsabile della pandemia COVID-19, si trasmette per contatto da persona a persona, tramite goccioline trasportate dall’aria o attraverso il contatto con superfici contaminate.

Il SARS-CoV-2 si lega all’enzima di conversione dell’angiotensina-2 (ACE2) per facilitare l’infezione negli esseri umani. La revisione si è posta l’obiettivo di valutare le prove per la superficie oculare come via di infezione.

Utilizzando il database Scopus, è stata condotta ad aprile 2020, una ricerca bibliografica in tal senso. In totale, sono stati restituiti e revisionati 287 risultati. Esistono prove preliminari dell’espressione di ACE2 sulle cellule corneali e congiuntivali, ma la maggior parte degli altri recettori a cui si legano i coronavirus sembrano essere trovati sotto gli epiteli della superficie oculare.

Le prove dagli studi sugli animali sono limitate, con un singolo studio che suggerisce che le particelle virali sull’occhio possono viaggiare nel polmone, provocando un’infezione molto lieve.

L’infezione da coronavirus è raramente associata a congiuntivite, con casi occasionali riportati in pazienti con COVID-19 confermato, insieme a casi isolati di congiuntivite come segno di presentazione.

I coronavirus sono stati isolati raramente da lacrime o tamponi congiuntivali. Le prove suggeriscono che è improbabile che i coronavirus si leghino alle cellule della superficie oculare per iniziare l’infezione.

Inoltre, le ipotesi che il virus possa viaggiare dal rinofaringe o attraverso i capillari congiuntivali alla superficie oculare durante l’infezione sono probabilmente errate.

La congiuntivite e l’isolamento del virus dalla superficie oculare si verificano solo raramente e in modo schiacciante nei pazienti con COVID-19 confermato.

Le precauzioni necessarie per prevenire la trasmissione da persona a persona dovrebbero essere comunque impiegate nella pratica clinica durante tutta la pandemia e ai pazienti dovrebbe essere sempre ricordato di mantenere buone pratiche igieniche.

Fonte: Clin Exp Optom. 2020

IT-NON-03785-W-01/2023