L’artrite reumatoide è composta da due malattie diverse?

Uno studio pubblicato da Plos Medicine suggerisce che quella che chiamiamo artrite reumatoide (il tipo più comune di artrite autoimmune) celi in realtà due patologie differenti, in base alla presenza o meno degli autoanticorpi.

Lo studio ha evidenziato che, mentre l’attività della malattia migliora nel tempo per la maggior parte dei pazienti, i risultati a lungo termine migliorano solo nei pazienti affetti da artrite reumatoide con autoanticorpi.

Nell’ultimo decennio è diventato chiaro che ci sono differenze nei pazienti affetti da artrite reumatoide con e senza autoanticorpi rilevabili nel sangue. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno seguito 1.285 pazienti affetti dalla patologia tra il 1993 e il 2016 attraverso la coorte della Leiden Early Arthritis Clinic. Ogni anno sono stati raccolti dati sui sintomi dei pazienti, i trattamenti, lo stato degli autoanticorpi, la disabilità e la mortalità.

In totale, 823 pazienti hanno avuto artrite reumatoide autoanticorpo-positivo e 462 persone autoanticorpo-negativo. In entrambi i gruppi, l’attività della malattia è diminuita significativamente nel tempo. I tassi di remissione senza farmaci sono aumentati nei pazienti con artrite reumatoide autoanticorpo-positiva, ma non in quelli con autoanticorpo-negativa. Inoltre, i tassi di mortalità e di disabilità funzionale sono diminuiti solo nei pazienti autoanticorpo-positivi.

Secondo gli autori, la disconnessione tra il miglioramento dell’attività della malattia e il conseguente miglioramento degli esiti a lungo termine nell’artrite reumatoide senza autoanticorpi suggerisce che la patogenesi sottostante della patologia con e senza autoanticorpi è diversa.

I ricercatori propongono poi di dividere la malattia in tipo 1 (con autoanticorpi) e tipo 2 (senza autoanticorpi), per promuovere un trattamento stratificato.

I team di ricerca ha inoltre sottolineato come, nell’ultimo decennio, la ricerca sull’artrite reumatoide si sia concentrata in gran parte sul sottoinsieme autoanticorpo-positivo e di come siano necessarie ulteriori ricerche sulla malattia autoanticorpo-negativa per identificare metodi per migliorare anche i risultati a lungo termine.

Fonte: Plos Medicine

IT-NON-02932-W-09/2022