L’attività fisica riduce il rischio cardiovascolare nei pazienti reumatici

Le persone con malattie come l’artrite reumatoide e il lupus hanno maggiori probabilità di avere attacchi di cuore, angina e ictus. Una revisione della letteratura scientifica sull’argomento ha mostrato che l’esercizio regolare migliora la funzione vascolare in questi pazienti.


I ricercatori hanno effettuato una revisione sistematica della letteratura scientifica sull’argomento. Il lavoro ha coperto dieci studi che hanno coinvolto 355 volontari con varie malattie, come artrite reumatoide, lupus e spondiloartrite (infiammazione della colonna vertebrale). I soggetti hanno preso programmi di esercizio come camminare in un parco o su un tapis roulant, ciclismo stazionario, interval training ad alta intensità e costruzione muscolare. La maggior parte dei programmi è durata 12 settimane.


L’analisi dei risultati ha mostrato che l’esercizio migliorava la funzione endoteliale dei piccoli e grandi vasi in misura clinicamente significativa. Di conseguenza, i ricercatori suggeriscono che l’esercizio possa essere considerato un “farmaco” per questi pazienti a causa del suo potenziale di ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari. Tuttavia, hanno notato gli autori, dato il piccolo numero di studi esaminati, le prove non sono sufficienti per affermare categoricamente che l’esercizio fisico promuova anche un recupero strutturale delle arterie danneggiate.


L’attività fisica in reumatologia è un’area ancora nuova, quindi sono necessarie ulteriori ricerche per identificare i migliori protocolli di esercizio e indagare aspetti come la sicurezza e l’aderenza. In ogni caso, i dati dello studio sottolineano l’importanza dell’esercizio regolare per prevenire e trattare le malattie cardiovascolari in questi pazienti.


Fonte: Rheumatology

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