Le persone con Hiv contraggono una forma di Covid più grave?

Al Congresso europeo di quest’anno sulla microbiologia clinica e le malattie infettive (Eccmid), è stato presentato un caso di studio per discutere della la crescente evidenza che la variante beta di Sars-CoV-2 identificata per la prima volta in Sud Africa stia portando a malattie più gravi nelle persone che vivono con l’Hiv, e che la mancata eliminazione dell’infezione da Sars-CoV-2 in un paziente con Hiv avanzato crei condizioni che possono portare all’evoluzione di mutazioni pericolose in Sars-CoV-2.


Il controllo dell’Hiv con la terapia antiretrovirale potrebbe essere la chiave per prevenire questa evoluzione della Sars-CoV-2 nei pazienti con Hiv avanzato, poiché la clearance del virus è compromessa se si permette all’Hiv di replicarsi a lungo e provoca danni importanti al sistema immunitario.


Le mutazioni evolute portano a sfuggire alla neutralizzazione, il che significa che gli anticorpi formati a seguito di una precedente infezione naturale o di una vaccinazione funzionerebbero meno bene per proteggerti da una nuova infezione, hanno spiegato i ricercatori. Sars-CoV-2 può infatti mutare ampiamente all’interno di una persona se l’infezione persiste.


Al congresso è stato presentato un caso di studio di un paziente con Hiv avanzato che, pur avendo solo una lieve malattia da Covid-19, è risultato positivo al Sars-CoV-2 per 216 giorni. Il sequenziamento genomico ha rivelato cambiamenti nella popolazione virale Sars-CoV-2 del paziente nel corso del tempo, coinvolgendo mutazioni multiple in siti chiave che Sars-CoV-2 utilizza per entrare nelle cellule umane. Il virus evoluto è stato testato e ha dimostrato di avere proprietà simili alla variante in termini di capacità di sfuggire agli anticorpi.


Questi risultati sottolineano la necessità di assicurarsi che tutti coloro che convivono con l’Hiv abbiano un trattamento appropriato. In caso contrario, è possibile che varianti potenzialmente più potenti di quelle che circolano ora possano emergere da persone il cui sistema immunitario è gravemente danneggiato, hanno messo in guardia i ricercatori.


Fonte: European Congress of Clinical Microbiology & Infectious Diseases

IT-NON-05158-W-07/2023