L’efficacia degli esercizi respiratori in pazienti con BPCO

I pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva, anche nota con la sigla BPCO, spesso soffrono di una tosse con produzione di espettorato. Per risolvere questo problema, può essere esercitato il ciclo attivo di tecniche di respirazione (“cycle of breathing techniques”, ACBT), una delle terapie non farmacologica di “clearance” delle vie aeree, applicato per la prima volta da Pryor nel 1979. Questo metodo consiste in un ciclo di tecniche per espellere le secrezioni dalle vie aeree, e include: il controllo della respirazione, esercizi di espansione toracica e tecniche di espirazione forzata.

Un gruppo di ricercatori cinesi si è posto l’obiettivo di verificare l’efficacia di questo trattamento, ancora poco chiara. A tal fine, è stata condotta una revisione sistematica in 7 “database” elettronici, che ha incluso 8 articoli, tra cui 5 studi randomizzati controllati, per un totale di 390 pazienti.

Lo studio, pubblicato nel 2020 su “ European journal of physical and rehabilitation medicine”, ha evidenziato che gli esercizi respiratori possono migliorare in modo efficace la produzione di muco e la tosse.

Tuttavia, l’efficacia del trattamento riguardo altri aspetti, come la funzione polmonare e le analisi dei gas disciolti nel sangue, non è stato ancora ben definito.

In questa revisione, le misurazioni sono state effettuate per la maggior parte dal personale ospedaliero. In futuro, però, la ricerca potrebbe prendere in considerazione le misure di esito riportate dai pazienti (PROMs, “patient reported outcome measures”), uno strumento volto a verificare il benessere funzionale, lo stato di salute e la preferenza personale dei pazienti.
Inoltre, dovrebbero essere progettati studi maggiormente rigorosi al fine di identificare il reale impatto delle tecniche respiratorie sulla patologia respiratoria, e andrebbero fatte ulteriori ricerche e analisi quantitative per confermare l’efficacia del trattamento.

Fonte: European journal of physical and rehabilitation medicine, 56(5), 625–632. https://doi.org/10.23736/S1973-9087.20.06144-4

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